Fino a qualche settimana fa era la piovosità, ora a preoccupare gli agricoltori del territorio lomellino è la presenza delle zanzare sulle risaie e in prossimità delle aree agricole. Tante idee ma sul campo si vedono poche soluzioni e poche misure di prevenzione mirate a ridurre la diffusione delle zanzare e, in tutto questo, il cambiamento climatico di certo non aiuta.
PRODOTTI NATURALI «Oltre a prodotti chimici e insetticidi – afferma Paola Fugagnoli, direttrice di Cia Pavia – possiamo usare e introdurre prodotti naturali e ricorrere anche a accorgimenti come l’impiego di animali che eliminano le zanzare, tra cui aracnidi e pipistrelli, ma il problema zanzare non è destinato a risolversi nell’immediato. Questo perché risaie e campi con acqua sono i luoghi ideali per il proliferare e la riproduzione delle zanzare. Il loro ciclo di vita si è allungato anche a causa del cambiamento climatico e dell’innalzamento delle temperature. Già nel mese di aprile si registrano valori decisamente più alti rispetto al passato. Le piante sono in fase avanzata di fioritura rispetto al passato e di fatto si anticipa anche l’apertura delle uova di questi insetti. A causa della forte piovosità lo scorso anno le colle di Varzi e l’Oltrepò pavese sono rimasti a lungo invasi dalle zanzare e dai virus portati da esse».

LOTTA LARVICIDA Nelle città e nelle abitazioni per Angelo Bodei, tecnico dell’ufficio disinfestazioni di Satollini, il prodotto più idoneo da usare contro le zanzare è «la cipermetrina – spiega – è il principio attivo che funziona meglio contro le zanzare, meglio ancora se miscelata con altri insetticidi. La soluzione migliore è usare prodotti che siano fortemente abbattenti, ma che al contempo siano persistenti nell’ambiente, quindi prodotti che hanno più principi attivi combinati». In ambito agricolo invece il discorso cambia: «Sui terreni agricoli e sulle risaie è meglio usare la lotta larvicida, una tecnica che prevede l’uso di prodotti naturali o biologici per eliminare le larve e impedire la nascita e la crescita delle zanzare. La lotta adulticida, che prevede l’uso di prodotti e insetticidi chimici, non è consentita durante il periodo di fioritura delle piante».
Questo perché quando la pianta fiorisce gli insetti impollinatori, come le api, ne risentirebbero e comunque sono tutelati dalla legge.
TRE FAMIGLIE In generale la Lomellina si trova a essere colpita principalmente da tre famiglie di zanzare: «Abbiamo la anopheles, che è la zanzara tipica delle risaie – prosegue Bodei – la culex ovvero quella comune che ha principalmente attività crepuscolare e la aedes albopictus, conosciuta come zanzara tigre. Ognuna di queste macrofamiglie presenta delle sottofamiglie. Le aedes sono in un certo senso quelle più pericolose, visto che possono spostarsi anche fino a 10 chilometri, le altre due famiglie hanno un raggio d’azione decisamente meno ampio rispetto alla zanzara tigre. Il problema zanzare esiste ed è riconducibile al cambiamento climatico che stiamo attraversando». Un clima destinato a continuare a cambiare a ogni modo non aiuterà a ridurre la presenza di zanzare in prossimità delle risaie: «Avremo ancora per anni – sottolinea Alberto Lasagna, direttore di Confagricoltura Pavia – lo stesso problema. Non è un’emergenza come la Psa, questo è certo, ma comunque le zanzare possono provocare danni e essere portatrici di virus dannosi per il terreno e per le colture. Non credo esistano tanti modi per tutelarsi: forse il migliore può essere ricorrere alle zanzariere, o comunque puntare sugli insetticidi. Con questo, però, non possiamo essere certi di far sparire completamente le zanzare nel corso dei prossimi anni, che sono attirate da terreni che hanno la presenza di acqua come i nostri».
Edoardo Varese

