Nel 2023 il 4.5% degli italiani ha rinunciato a curarsi a causa delle lunghe liste di attesa. Questo il dato diffuso dal rapporto sul “Benessere equo e sostenibile” dell’Istat che mette in luce come le liste d’attesa siano ancora nel 2025 uno dei problemi più critici della sanità pubblica, anche lomellina: nel territorio a essere più in sofferenza sono la diagnostica per immagini, oculistica, otorino e urologia.
DATI Secondo i dati pubblicati dall’Istat, i pazienti che hanno rinunciato alle visite proprio per i lunghi tempi di accesso sono aumentati dell’1.7% dal 2019. Trend che, nel giro di soli quattro anni al 2023, ha portato al raddoppio della quota di cittadini che hanno rinunciato a visite o esami specialistici proprio per problemi legati alle liste di attesa. Tutta una serie di dati poco rassicuranti che si vanno ad aggiungere a coloro che rinunciano alle cure per motivi economici, ovvero il 4.2% nel 2023, numero comunque stabile dal 2019. Ma per chi non rinuncia, accedere a una visita specialistica o a un esame diagnostico in tempi ragionevoli è per molti cittadini sempre più difficile. Secondo l’ultima indagine di Altroconsumo, nel 2025 oltre il 50% delle prestazioni richieste nella sanità pubblica avviene oltre i limiti di legge. In media, un paziente attende circa tre mesi per una visita, ma in alcune regioni e per alcune specialità l’attesa può superare l’anno. Ma se accedere alla visita è più facile a dirsi che a farsi, non diverso è per le prenotazioni. Il 26% degli utenti segnala l’impossibilità di prenotare, a causa di agende chiuse o assenza di date disponibili.
TERRITORIO Una situazione che riguarda da vicino pure i nosocomi del territorio lomellino, anche se l’Asst di Pavia tende a rassicurare.
I tempi d’attesa negli ospedali della Lomellina sono in linea con i tempi previsti dalle classi di priorità del Piano Nazionale di Governo delle Liste d’Attesa (U, B. D, P)
– commentano dagli uffici dell’azienda pavese – Una conformità che riguarda i primi accessi di Diabetologia, Fisiatria, Cardiologia, Pneumologia, Chirurgia, Chirurgia Vascolare, Radiologia e Oncologia». Ma se da un lato gli accessi sono garantiti, dall’altro lato non sempre la prestazione è erogata nel nosocomio più vicino – raggiungere Varzi, Voghera, Broni, Stradella o Casorate Primo, in un territorio geograficamente disomogeneo e con una scarsa disponibilità di mezzi pubblici non è semplice se non ci si può spostare in auto e rappresenta un problema anche per chi guida – e vi sono delle specialità in sofferenza anche nel territorio di Vigevano e della Lomellina. «Tra queste le più in sofferenza sono Endoscopia, Radiologia (ecografie e risonanze), Oculistica, Otorino e Urologia – continua l’Asst di Pavia – Tuttavia, grazie all’apertura delle aree aggiuntive e delle attività di recall, si riescono ad anticipare mensilmente pazienti prenotati fuori soglia».

RIPARI Ma nel frattempo a livello nazionale le associazioni dei consumatori continuano a segnalare situazioni inaccettabili. Cittadinanzattiva denuncia una «violazione sistematica del diritto alla salute» e alcune realtà stanno valutando azioni legali collettive contro le aziende sanitarie che non rispettano i tempi massimi. Secondo la legge, una visita specialistica urgente (classe U) deve avvenire entro 72 ore, una prestazione breve (B) entro 10 giorni, una differibile (D) entro 30 e una programmata (P) entro 120 giorni. Per far fronte a questa emergenza, il governo ha adottato il nuovo Piano Nazionale di Governo delle Liste d’Attesa (Pngla) 2025-2027, con una serie di misure volte a ridurre le attese e migliorare l’accesso alle cure. Il piano prevede l’introduzione di una piattaforma digitale nazionale per monitorare i tempi in tempo reale, in realtà un passo avanti annunciato da anni e per ora mai realizzato, l’abolizione dei tetti di spesa per il personale, incentivi per le regioni più efficienti e l’estensione delle attività ambulatoriali nelle ore serali e nel weekend. Un provvedimento non visto di buon occhio dalle Regioni che si vedrebbero scavalcate dai poteri sostitutivi di Roma nel caso di gravi inadempienze.
Rossana Zorzato

