A poca distanza dall’Italia è possibile visitare una città dove la storia si respira ancora forte tra le sue strade, i suoi palazzi e i suoi monumenti. Capace di aiutare a comprendere, in questo periodo di terribili conflitti, quanto le guerre lascino segni a distanza di anni. Sto parlando di Sarajevo.
Da sempre ponte tra occidente e oriente, dove differenti religioni e culture hanno convissuto e convivono, e dove, purtroppo, sono ancora evidenti le ferite delle guerre che l’hanno colpita. Si parte dalla Bašcaršija, l’area dello storico mercato centrale, mix di culture, dove svetta la Sebiji, iconica fontana cittadina del Settecento. Proseguite poi verso il Ponte Latino, importantissimo sotto l’aspetto storico perché è lì accanto che il 28 giugno 1914 fu assassinato l’erede al trono austriaco Francesco Ferdinando, scatenando la prima guerra mondiale! Oltre alla piccola moschea di Alì Pascia visitate anche la Moschea dell’Imperatore, con il suo minareto considerato il più bello dello Stato, e la Moschea Gazi Husrev-beg, la più grande della Bosnia Erzegovina. Sempre nel cuore della città troverete la Fiamma Eterna, il memoriale delle vittime della Seconda guerra mondiale e il municipio, ospitato dentro la storica struttura della Biblioteca nazionale e universitaria della Bosnia Erzegovina.
Fu disintegrato durante la guerra, ma ora è tornato al suo originario splendore. Spiccano le vetrate e l’architettura della hall d’ingresso.
Meritevoli di visita sono anche la cattedrale cattolica e quella ortodossa. Fuori dal centro, andate a bere qualcosa al Caffè Tito, folcloristico locale a tema comunista (perfino le pareti sono tutte rosse) dedicato al celebre e controverso presidente della Jugoslavia Josip Tito. Per concludere andate al Tunnel della Salvezza. Fu costruito da volontari bosniaci tra il 1992 e il 1995 per collegare, durante gli scontri, le città libere di Dobrinja e Butmir. Poco del percorso originale di 800 metri è ancora accessibile, solo 25 metri per la precisione, ma guardando le immagini di repertorio presenti nel museo si può comprendere quanto difficili siano stati quegli anni per i bosniaci. Con un’auto potreste infine raggiungere il suggestivo monastero derviscio di Blagaj e la splendida Mostar con il suo Stari Most, il ponte a schiena d’asino lungo 30 metri circa Patrimonio Unesco. Trovate la puntata dedicata a Sarajevo nel mio podcast, Taste of Art, disponibile su tutte le piattaforme di ascolto.
Francesco Nocito, archeologo e podcaster

