Maturità, stretta sull’orale: chi non parla è bocciato

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto che ridisegna l’esame finale delle scuole superiori, riportandolo ufficialmente al suo nome storico: esame di maturità. Una scelta non solo terminologica, ma anche simbolica: l’obiettivo è infatti quello di restituire all’esame conclusivo un carattere fortemente formativo, capace di valorizzare lo sviluppo critico e relazionale degli studenti.

COMMISSIONI SNELLE La prima novità riguarda le commissioni. I membri passano da sette a cinque: due commissari esterni, due interni e il presidente. Una riduzione pensata per rendere l’organizzazione più efficiente, liberando risorse che saranno utilizzate per la formazione specifica dei commissari, chiamati a gestire anche gli aspetti psicologici di un momento delicato per i ragazzi. È prevista anche una retribuzione più alta per chi ricoprirà questo ruolo, a sottolinearne l’importanza.

L’ORALE CAMBIA VOLTO La prova orale sarà più focalizzata: niente più discussione sul documento finale, che negli anni aveva alimentato ansia e perplessità. Al suo posto, un colloquio incentrato su quattro discipline, individuate ogni anno a gennaio dal Ministero, per rappresentare al meglio il percorso di studi. Il nuovo orale non si limiterà a valutare conoscenze e competenze, ma guarderà anche all’autonomia, al senso di responsabilità e alle esperienze maturate dagli studenti, comprese quelle sportive, culturali ed extrascolastiche. Attenzione però: chi rifiuterà di sostenere il colloquio sarà automaticamente respinto.

TANTE NOVITÀ Oltre alle due prove scritte nazionali e al colloquio, il decreto introduce gli esami integrativi per chi vuole cambiare indirizzo a partire dal terzo anno, rendendo più semplice il passaggio tra diversi percorsi. Il curriculum dello studente verrà arricchito dai risultati delle prove Invalsi, riportati però solo in forma descrittiva e con finalità orientative, per evitare che diventino un ulteriore fattore di ansia.

DOCENTI PIÙ TUTELATI Più tutele anche per i docenti Una parte dei risparmi ottenuti dalla riorganizzazione sarà destinata ai docenti: 15 milioni di euro andranno a rafforzare la copertura sanitaria, estesa anche ai precari in servizio fino al 30 giugno.

LE REAZIONI DEI PRESIDI Elda Frojo, dirigente scolastica all’Its Luigi Casale, commenta:

Ho bisogno di rifletterci un po’ è una novità legislativa “forte”. L’orale diventa obbligatorio, era un pezzo di normativa carente già negli altri anni, però serve conoscere maggiori dettagli: detto così è ancora tutto molto vago.

Stefania Pigorini dirigente all’istituto “Omodeo” di Mortara, dichiara: «La commissione sarà ridotta di due unità e di conseguenza anche le materie oggetto di prova orale. Dei quattro commissari, due afferiranno alle materie oggetto di prima e seconda prova scritta, i restanti due saranno riferiti ad altre discipline. Gli studenti accoglieranno di buon grado l’idea di poter sostenere la prova su quattro materie. Intravedo però un possibile rischio: conoscere mesi prima quali saranno le discipline oggetto di colloquio potrebbe indurre alcuni studenti a tralasciare le altre con una ricaduta negativa sulla preparazione complessiva e sul credito con cui saranno ammessi all’esame».

Isabella Giardini , Massimo Sala

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