Un appunto con scritto “Venditti gip archivia x 20.30 Euro“, sequestrato lo scorso maggio a casa dei genitori di Andrea Sempio e i loro movimenti bancari dell’epoca della prima indagine della Procura di Pavia in cui il 37enne era accusato dell’omicidio di Chiara Poggi, incrociati con quelli degli zii, ossia le sorelle e il fratello del padre, i prelievi in contanti, e le intercettazioni da cui emergerebbe la «necessità “di pagare quei signori lì” con modalità non tracciabili».
Parte da Brescia il nuovo capitolo dell’indagine sul delitto di Garlasco: L’accusa ipotizzata dai pm bresciani è corruzione. Il sospetto è che Venditti abbia «ricevuto una somma indebita di denaro, nell’ordine di 20/30 mila euro – si legge nel decreto – per favorire Andrea Sempio, nell’ambito del procedimento penale» in cui rispondeva della morte della sorella dell’amico Marco Poggi. L’appunto manoscritto, secondo la ricostruzione dei pm guidati da Francesco Prete che ha portato al blitz di stamane, risale agli inizi del febbraio 2017, prima che Andrea Sempio ricevesse la convocazione per l’interrogatorio, di cui, avrebbe saputo in anticipo le
«domande che gli sarebbero state rivolte» e «alcuni elementi rappresentati nell’esposto presentato dalla madre» di Alberto Stasi.
In questo quadro si inserisce anche la rilettura di alcune intercettazioni ambientali in cui il padre, Giuseppe, spiegava ad Andrea Sempio: «Comunque ha detto che ti chiederà le cose che sono state depositate. Non è che… Massimo se ti infila dentro qualche domanda che non… gli dici guardi io non mi ricordo, sono passati dieci anni». Secondo la Procura di Brescia «le indagini condotte nel 2017 a carico di Andrea Sempio sono state caratterizzate da una serie di anomalie, tra cui l’omissione, da parte della pg incaricata delle indagini della trasmissione di alcuni passaggi rilevanti delle intercettazioni ambientali». Sarebbero emersi «alcuni contatti opachi» con personale della sezione di pg, «e la breve durata dell’interrogatorio di Andrea Sempio» lascia trasparire «la verosimile conoscenza anticipata da parte dei membri della famiglia Sempio dei temi su cui sarebbero stati sentiti dai pubblici ministeri».
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