Mortara, Padre Nunzio saluta la sua comunità

«Non è stata una scelta dettata dalla volontà, ma dall’età». Con queste parole padre Nunzio De Agostino ha salutato i suoi parrocchiani e la sua Abbazia di Sant’Albino, lo ha fatto con il sorriso di chi ha saputo legare il proprio nome alla comunità di Mortara.

sant’Albino

L’ULTIMA MESSA L’annuncio è arrivato sabato scorso, 1 novembre, in occasione della messa celebrata al cimitero dei Casoni di Sant’Albino. Padre Nunzio è conosciuto da anni per il suo impegno pastorale e per le attività di predicazione e accompagnamento spirituale. Ha svolto il suo ministero in diverse comunità religiose del Nord Italia, distinguendosi per la vicinanza alle persone e per la sua parola semplice e diretta, e nel 2021 ha festeggiato i 60 anni di sacerdozio. Figura di riferimento per la comunità di Mortara, ha legato il suo nome all’Abbazia di Sant’Albino, di cui è rettore e custode, trasformandola in un punto di incontro spirituale e civile. Nel 1970 aveva promosso la costruzione e l’inaugurazione della chiesa di San Giuseppe, nel quartiere Zignago, ulteriore testimonianza del suo impegno pastorale e spirituale al servizio di tutti. Per i mortaresi è molto più di un sacerdote: un amico, un punto fermo, una guida dal carattere forte, ma dal cuore sempre aperto alla sua gente.

PADRE DI TUTTI Negli anni è diventato un simbolo della città, capace di unire la memoria storica con la presenza viva nella comunità. Quella stessa comunità che ha voluto salutare con affetto: «Bisogna essere prudenti – spiega padre Nunzio – ho deciso di fermarmi a causa di tante piccole cose che vanno a sommarsi anno dopo anno, giorno dopo giorno. Da buon francescano mi ritiro in meditazione e nella preghiera. Ho avuto una vita lunga e a Mortara ho operato per tanto tempo e qualcosina ho fatto. Ho ricevuto anche molto affetto che continuo a ricambiare con amicizia e preghiera».

Ma ho avuto anche una grande grazia: quella di non offendermi mai con nessuno, questa forse è stata l’essenza della mia vita, questo è stato il mio credo.

Ora Rimane la commozione di molti parrocchiani che hanno appreso la notizia proprio sabato scorso, una commozione che testimonia il grande affetto per un parroco che è stato una presenza autorevole, mai autoritario, amichevole e costante, sempre pronto ad aiutare il prossimo senza chiedere nulla in cambio.

AL SERVIZIO DI TUTTI Un parroco che ha vissuto con autentico spirito di servizio francescano, incarnando quella che lo stesso padre Nunzio in occasione del suo 50esimo di ordinazione definì “teologia operaia”. «Penso che parte della mia teologia – raccontava padre Nunzio al termine della celebrazione del suo 50esimo (nel 2011) in San Lorenzo – sia venuta anche dagli operai della ditta Guglielmone, dove i miei genitori erano impiegati nella portineria». Un francescano al servizio di tutti, salutato da tutti con commozione. Una dimostrazione del messaggio contenuto nel Vangelo: «Ricordo quegli uomini e donne che lavoravano duramente con qualsiasi condizione climatica: caldissimo d’estate, freddo d’inverno, ma sempre sereni, come se nulla fosse sacrificio. Un esempio che ho sempre cercato di seguire e di far segure agli altri durante le mie funzioni».
Edoardo Varese

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