Coldiretti e il futuro del riso

Un tavolo di confronto tra Lombardia e Piemonte per definire accordi vincolanti e piani di distribuzione idrica equi e trasparenti, in modo da avere acqua a sufficienza in caso di ulteriori periodi di siccità.

SINERGIA È questo il messaggio emerso durante il convegno “Il futuro del riso inizia con l’acqua. Agricoltura e cambiamento climatico: strategie per uno sviluppo sostenibile” organizzato da Coldiretti Pavia e svoltosi nell’aula magna dell’Università di Pavia. Durante un periodo segnato dagli effetti del cambiamento climatico per Silvia Garavaglia, presidente di Coldiretti Pavia, i custodi del settore agroalimentare rimangono «gli agricoltori: dobbiamo tutelare anche le esigenze delle aziende agricole, soprattutto in periodi di siccità. Per questo motivo Coldiretti chiede anche di superare l’approccio ideologico a certe tematiche, a partire da quella del deflusso ecologico. Con circa 80mila ettari coltivati Pavia è la prima provincia risicola d’Europa, e non dobbiamo scordiamoci nemmeno dell’importanza ambientale della coltivazione del riso, oltre a quella economica e sociale: sono infatti oltre 10mila le famiglie italiane che lavorano nella filiera del riso a livello nazionale, tra imprenditori e lavoratori. Per questo è necessario attuare immediatamente la manutenzione delle infrastrutture esistenti in accordo con i Consorzi di bonifica e irrigazione, per evitare di disperdere l’acqua nella stagione invernale e conservarla per quando serve anche grazie alla creazione di nuove vasche e invasi». La tutela della risorsa idrica è un impegno condiviso anche da Ettore Fanfani, commissario di Est Sesia. Per Fanfani l’uso dell’acqua per l’irrigazione consente già di suo di preservare il paesaggio:

È necessario allungare la distribuzione dell’acqua evitando i picchi di richiesta in modo da poter migliorare la distribuzione.

Se per il futuro l’obiettivo è tutelare il riso e il settore agricolo dal cambiamento climatico, per il presente si deve salvare il salvabile.

RACCOLTA DIFFICILE Coldiretti Pavia infatti fotografa un’annata difficile per il riso pavese, che chiude la stagione della raccolta con un calo stimato intorno al 10% rispetto a un’annata media. A pesare sulla produzione sono stati in particolare gli eventi meteorologici estremi che hanno colpito la provincia nelle ultime settimane: grandinate violente, in alcune zone al confine con il milanese, e forti sbalzi termici a fine estate, con temperature anomale che hanno rallentato la maturazione delle piante. Alle difficoltà ambientali si aggiungono quelle economiche, con un mercato in sofferenza a causa dell’aumento delle importazioni di riso straniero, cresciute del 10% nei primi sette mesi del 2025. Da Ettore Prandini, presidente nazionale di Coldiretti, la promessa di «chiedere al parlamento europeo di bocciare la proposta della Commissione Ue di operare tagli alla Politica agricola comune, un’iniziativa che ridurrebbe sensibilmente i fondi destinati all’agricoltura italiana. Non solo non si devono ridurre le risorse per l’agricoltura, ma è necessario aumentarle».

Edoardo Varese

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