Case di Comunità / Viaggio nelle strutture del territorio

La Casa di Comunità di Mede, inaugurata a fine giugno 2023, è pensata come primo punto di riferimento per chi ha bisogno di orientarsi tra servizi sanitari e sociosanitari senza passare da uffici diversi. Il Punto unico di accesso accoglie, ascolta e indirizza, aiutando a individuare il percorso più adatto in base alle necessità. All’interno sono presenti la medicina generale, gli sportelli amministrativi per scelta e revoca del medico, rinnovi delle esenzioni, prenotazioni, oltre a vari specialisti come cardiologo, neurologo, oculista e diabetologo. Per molte di queste prestazioni è richiesta l’impegnativa del medico di medicina generale o di uno specialista: un passaggio essenziale per accedere a visite e accertamenti.

infermieri

INFERMIERI Operano anche gli infermieri di famiglia, che seguono soprattutto pazienti fragili, garantendo continuità e supporto, mentre gli spazi dedicati al sostegno psicologico e ai servizi sociali intervengono quando il bisogno riguarda non solo la salute ma anche situazioni familiari, abitative o di fragilità quotidiana. Particolarmente attivo il servizio infermieristico, che può essere effettuato sia in ambulatorio sia a domicilio. La struttura, situata in viale dei Mille 27 accanto all’ospedale San Martino, nell’ex sede dell’Asl, è aperta dalle 8.30 alle 19.30 e accoglie persone di ogni età e condizione, dalle famiglie agli anziani, dai pazienti cronici a chi necessita semplicemente di informazioni o orientamento.

L’obiettivo è offrire un punto unico e facilmente accessibile dove trovare risposte chiare e servizi coordinati, semplificando il percorso e riducendo tempi e complicazioni.

GARLASCO Intanto la Casa di Comunità di Garlasco è ancora in costruzione presso l’area dell’ex Astro. Ventisei mesi dopo la firma del contratto (il 29 settembre 2023) i lavori hanno raggiunto appena il 19%. Un ritmo che non basta più, perché i fondi del Pnrr non hanno pazienza: o si finisce entro marzo 2026, oppure si perdono i finanziamenti europei. Per questo l’Asst ha ha deciso di cambiare cavallo in corsa. La “Le.Il. Costruzioni” di Partinico, l’impresa che si era aggiudicata l’appalto, è stata sollevata dall’incarico dopo un confronto definito “costruttivo”, ma che di fatto ha certificato il ritardo ormai ingestibile del cantiere di via Borgo San Siro. Al suo posto subentrerà un’altra ditta, che ha garantito di poter rispettare le scadenze serrate imposte dal Pnrr. Già in apertura dei lavori nel novembre dello scorso anno, in seguito alla demolizione del vecchio edificio ex Astro, la ditta originariamente incaricata da Asst Pavia si era accorta di una trave in comune con l’edificio privato vicino. Per questo motivo tutto si era fermato in attesa di una soluzione. I lavori, dopo un mese e mezzo di stop, avevano ripreso a dicembre 2024. Poi, nella primavera di quest’anno, un’altra lunga sosta dovuta alle festività pasquali e ai ponti del 25 aprile e del 1° maggio. Ora si riparte di nuovo da zero.

Mortara, servizi ricchi e collegamenti poveri

La distanza rispetto al centro della città, la carenza di collegamenti sono i principali problemi riscontrati dai cittadini di Mortara che usufruiscono della Casa di Comunità sia per servizi infermieristici sia per servizi amministrativi come ritiro della tessera sanitaria e il cambio del medico di medicina generale.

DAL CONSULTORIO Una coppia è in attesa di recarsi al consultorio familiare, ha preso appuntamento venerdì alle 9, ma per arrivare in tempo ha dovuto «fare i conti con traffico e nebbia. Per fortuna Mortara non è una città molto grande, ma la mancanza di un trasporto pubblico che possa consentire ai cittadini di raggiungere sia la Casa di Comunità sia l’ospedale è un problema che va risolto. La nostra esperienza è positiva: siamo stati seguiti con attenzione e professionalità. A febbraio diventeremo genitori e per noi inizierà il capitolo più importante della nostra vita». La Casa di Comunità che si trova al primo piano dell’ospedale Asilo Vittoria offre quindi Cup e ambulatori di cardiologia, chirurgia, dermatologia, diabetologia, dislipidemie, ecografie, epatologia, fisiatria, neurologia, pneumologia, radiologia, ha attivo il Pua, infermieristica per la presa in carico, e ha consultorio e screening, medicazioni infermieristiche, servizi sociali, Adi, psicologo e non ultimo il consultorio familiare. I servizi ci sono ma in un certo senso risultano periferici. Al momento a occuparsi del trasporto di persone che si trovano in difficoltà è l’associazione 3A, che però ha più volte evidenziato la mancanza di personale, al momento insufficiente per pensare a un trasporto continuativo.

COME RAGGIUNGERLA In coda c’è anche Mauro Rovida, vive a Mortara da 50 anni. Deve aspettare di poter parlare con un operatore all’ufficio scelta revoca del medico. «Non ho molta dimestichezza con il mondo digitale – racconta – e in famiglia non ho nessuno a cui posso far riferimento. Ho dovuto quindi prendere appuntamento al telefono e sono venuto qui di persona. Devo riconoscere che la maggior parte degli operatori dimostra di avere la giusta dose di pazienza, anche nei confronti di noi anziani. Mi è però capitato anche di aver assistito ad atteggiamenti sgarbati. Purtroppo faccio fatica ad accedere al mio fascicolo sanitario, ho bisogno di qualcuno armato di pazienza e volontà che mi spieghi come fare. Inoltre abitando dalle parti della stazione non è nemmeno così semplice per me dover attraversare tutta quanta la città per arrivare in ospedale e raggiungere la Casa di Comunità».

Dz, Ev

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