Gravellona, terremoto politico: si dimette il sindaco Garza

Finisce con l’annuncio delle dimissioni del sindaco Luciano Garza, la settimana più complicata della recente storia gravellonese. Alla fine del consiglio comunale di martedì 16 dicembre, quando si discute l’ultimo punto del giorno, quello noto come “comunicazioni del sindaco”, Garza prende la parola, si scusa perché legge, ma teme la commozione, e annuncia alla fine di un breve discorso le sue imminenti dimissioni, che concludono una settimana difficile.

Luciano Garza sindaco Gravellona

RATTI ROMPE IL SILENZIO Il primo a sciogliere gli indugi è il cinque volte sindaco, oggi consigliere di maggioranza, Franco Ratti. È stato lui il primo a minacciare le dimissioni la scorsa settimana. Non si riconosce più nella maggioranza e punta il dito contro un “gruppetto”. Quelli per intendersi che sono contrari all’acquisto di Casa Nicola e dei terreni annessi. Ma è solo la superficie le divisioni durano da anni Tra loro c’è il capogruppo di maggioranza Fausta Rovaria e tutti e due gli assessori che compongono la giunta: Ilenia Trovati e Walter Cividini. Che in giunta hanno votato contro l’acquisto di Casa Nicola. Si tratta di un palazzo, oggi abbandonato, al centro del paese, di fianco al comune. La proprietà è di una storica famiglia gravellonese e nei terreni a fianco potrebbero essere costruite delle vasche di laminazione, che consentirebbero al centro del paese di evitare gli allagamenti quando piove. Inoltre si potrebbero realizzare diversi progetti. Ma ci vuole oltre un milione di euro. Per Trovati e Cividini meglio rimandare al 2026, per Ratti e il sindaco Luciano Garza si può procedere tutti. Anche perché la trattativa è in corso da anni.

LA REVOCA Da tempo, però, i dissidi sono diversi e si arriva al consiglio comunale fissato per martedì sera. Il giorno prima Garza revoca le deleghe ai due assessori. Lo spiegherà nel suo discorso conclusivo: «Certe scelte si fanno da soli». Il consiglio si apre con la maggioranza che vota compatta. Anche il bilancio di previsione.

Siamo in disaccordo con la revoca delle deleghe degli assessori con una motivazione abbastanza blanda – dice Fausta Rovaria nella sua dichiarazione di voto – i due assessori hanno portato in Giunta la volontà della maggioranza. Dobbiamo a loro due se in questo bilancio le spese per casa Nicola non ci sono. Comunque votiamo. Siccome non siamo degli irresponsabili lo votiamo.

È l’ultimo passaggio della maggioranza unita. La parola passa a Ratti, che presenta un’interpellanza sull’attività della biblioteca, un attacco al dimissionato assessore alla cultura Trovati. Il sindaco non risponde, non è informato. Poi prende la parola e comunica le dimissioni. Lui e Ratti e Vincenzi escono dalla sala, dove il resto della maggioranza improvvisa una conferenza per spiegare le motivazioni. E illustrare i dati della biblioteca chiesti da Ratti: la campagna elettorale è cominciata e l’attuale maggioranza l’affronterà divisa in due schieramenti.

Ra

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