Storia di speranza / Quella voce che sussurra: «Non abbiate paura»

Un bambino che qualcuno non voleva. Due genitori in difficoltà. Una suora e alcuni volontari della Caritas e del Centro di aiuto alla vita. Sono gli ingredienti di una classica storia di Natale, che in questo periodo di avvento assume una valenza particolare.

02 PP Denatalità 2022 - Famiglia

UNA STORIA DI NATALE Tutto comincia il 17 ottobre, quando Daniela, che abita in un paese della Lomellina, scopre di essere incinta. La futura mamma ha 20 anni e vive con Roberto, un cuoco che lavora su due turni giornalieri per mantenere la famiglia, già allietata dalla presenza di un bimbo di circa due anni, il piccolo Gabriele. «La vita è sempre più cara — racconta Roberto — e io cerco di fare il possibile per guadagnare dignitosamente, ma le spese sono tante. Avevamo qualche dubbio sul fatto di tenere il bambino, e abbiamo chiesto un consiglio alle nostre famiglie. Ora, quando ti confidi con qualcuno ti aspetti che ti incoraggi, non che ti butti giù. Quando ci hanno consigliato di abortire ci siamo rimasti male e stavamo quasi per farci convincere».

ACCOGLIENZA A questo punto arriva un aiuto inaspettato: «È successo — continua Roberto — quando abbiamo ricevuto la visita di una suora amica del mio suocero, che una sera si è precipitata a casa nostra scongiurandoci di lasciar perdere l’idea dell’aborto». Poche parole ma accorate, che hanno spinto la giovane coppia a proseguire la gravidanza. Ad aiutarli, anche il Centro di aiuto alla vita e la Caritas parrocchiale di un paese limitrofo, grazie soprattutto a una giovane volontaria. «Questa ragazza — racconta Roberto — mi ha aiutato anche a studiare per prendere la patente, cosa che mi ha permesso di spostarmi per mantenere un impiego. Lavoro su due turni, ma sto cercando una soluzione che mi permetta di avere un orario meno impegnativo e il fine settimana libero per potermi godere la famiglia. Daniela è a casa con il piccolo Gabriele, che prima era accudito dai nonni materni».

Quando hanno saputo che lei non avrebbe abortito, si sono rifiutati di tenere il nipotino in casa e di andare a prenderlo all’asilo.

NIENTE PAURA Grazie al Centro aiuto alla vita, adesso Daniela riceve un sussidio per il latte e i pannolini del primo figlio, anche attraverso un piccolo contributo economico. «Per un momento abbiamo avuto dei dubbi — conclude Roberto — ma alla fine ci siamo convinti che non ci sia cosa più bella che diventare genitori. Abbiamo chiesto anche a Gabriele se gli sarebbe piaciuto avere un fratellino o una sorellina, e lui, anche se non comprende ancora del tutto certi concetti, ha risposto di sì». Un bambino che rischiava di non venire al mondo, una coppia spaesata, una volontaria della Caritas e una suora che irrompe nella notte inneggiando alla vita. Una storia di Natale che può accadere ogni giorno. E che, come ogni giorno, si riveste di speranza per sussurrare ai cuori in ascolto una frase che risuona nei secoli attraverso le sacre scritture: «Non abbiate paura».

Davide Zardo

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