Grivel, “sindaco“ dell’hockey

Il suo ruolo istituzionale è essere sindaco: guida Castello d’Agogna occupandosi di questioni amministrative. Ma il nome di William Grivel, in realtà, è innanzitutto legato all’hockey su prato, avendo trasformato un comune di poco più di 1000 abitanti nella casa di questo sport. Non è un caso che la scorsa settimana a Pavia abbia ricevuto il premio Chiappero, un riconoscimento che rende omaggio non solo ai risultati sportivi, ma anche a una carriera di grande valore umano.

STORIA DI HOCKEY  Grivel è consigliere della Federazione italiana hockey su prato, mentre dallo scorso dicembre è diventato componente della Commissione per le Competizioni Outdoor della Federazione Europea di Hockey. «Siamo uno dei più importanti centri storici dell’hockey nazionale – racconta William Grivel – e la nostra società, la Paolo Bonomi, rinata nel 2002, è rimasta per più di 15 anni ai vertici di questa disciplina con solo qualche alto e basso dopo il periodo covid. L’obiettivo è mantenere la squadra senior ai livelli massimi, mentre si aumentano i numeri delle nuove iscrizioni». Una tradizione di famiglia, una passione legata al cognome Bonomi. Nel 2002, infatti, il movimento lomellino legato all’hockey non partiva esattamente da zero:

Ventiquattro anni fa – ricorda Grivel – la nostra società rinasceva dalle ceneri della Gea Paolo Bonomi chiusa per volere dell’allora presidente Elda Besozzi nel 1986, dopo l’amara retrocessione in Serie A2.

LA RINASCITA Una quindicina di anni più tardi è stato proprio William Grivel, nipote di Paolo Bonomi, a riprendere le fila del discorso, togliendosi tante soddisfazioni: «Dopo cinque anni di Serie B e due campionati di Serie A2, a soli sette anni dalla rinascita la nuova Società Hockey Paolo Bonomi ha saputo mantenere la massima categoria per quattordici stagioni consecutive, affermandosi ai vertici dell’hockey italiano come antagonista delle più blasonate e storiche Hockey club Bra e Amsicora Cagliari».

TRIONFI E CADUTE Da quel momento in avanti le statistiche raccontano di tre scudetti sfiorati, altrettante finali di Coppa Italia di cui una storica: la finale e il trofeo vinto in casa, davanti al pubblico del Comunale di Castello d’Agogna. E poi, ancora: due partecipazioni alle coppe europee «ma sarebbero state tre, se non fosse arrivata la pandemia». L’anno scorso la retrocessione in A1, perché nello sport capitano anche i momenti bui, capita di cadere ed è in queste circostanze che si capisce quando un gruppo ha la forza di potersi rialzare:

La nostra fenice tornerà a volare in alto. Ringrazio tutto lo staff, tutti i giocatori per l’impegno e il mio grazie va anche ai nostri tifosi, agli sponsor che ci sostengono e anche alla stampa. Sono certo che, con impegno e determinazione, riusciremo a tornare dove ci compete nel minor tempo possibile.

Edoardo Varese

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