Treni più spaziosi sulla Milano-Mortara

Undici treni con più posti durante le ore di punta per la Milano-Mortara, anche se non viene precisato quando arriveranno e quanti saranno.

NUOVI TRENI È la promessa dell’assessore regionale ai trasporti Franco Lucente, arrivata durante un convegno tenutosi a Vigevano in aula consiliare insieme a dirigenti di Trenord, Rfi e espontenti politici per fare il punto sui problemi e disagi della Milano-Mortara. Lucente ammette che questa linea continua a fare i conti con corse cancellate e treni in ritardo senza preavviso, ma spiega che «grazie a una nuova delibera regionale abbiamo deciso di investire  127 milioni di euro per l’acquisto di ulteriori convogli: 12 treni ‘Caravaggio’ (con allestimento aeroportuale) e 8 treni ‘Donizetti’. Alcuni di questi certamente saranno utilizzati per potenziare ulteriormente il servizio ferroviario sul territorio».

CRITICITÀ Non è stato però detto quanti di questi convogli saranno effettivamente indirizzati alla Milano-Mortara: «Sono promesse che abbiamo sentito e risentito – critica Alessio Bertutti, consigliere comunale del Pd – sia quella dei nuovi treni, disponibili forse a fine 2026 o inizio 2027, sia quella sul nuovo materiale rotabile. Su una delle tratte più critiche d’Italia servono investimenti certi subito nelle stazioni di San Cristoforo e Romolo per metterle in sicurezza rispetto al numero di persone che le usano, servono nuovi treni e nuovo materiale rotabile con date e numeri certi, servono più treni su Vigevano, ma serve soprattutto un investimento di lungo periodo sul raddoppio selettivo, quello più fattibile e veloce, soprattutto per la parte Mortara – Vigevano». Quella del raddoppio, in particolare, è una questione che va avanti da quasi un secolo. Il terrritorio lomellino lo vuole, mentre da sette mesi attende che venga nominato un commissario che possa avviare e accelerare l’iter. Andrea Sala, consigliere regionale della Lega, afferma che

il raddoppio doveva essere pianificato per tempo. Fino allo stadio di Abbiategrasso la progettualità esiste e ha costi certi: da lì in poi deve dircelo Rfi.

IL SELETTIVO Se il raddoppio ferroviario è ancora lontano dall’essere realizzato, qualcosa si muove per il selettivo, almeno stando a quanto dichiarato da Lucente: «Stiamo lavorando proprio per migliorare il servizio grazie anche ad una serie di interventi importanti. Le caratteristiche infrastrutturali della linea, a binario unico da Albairate, con diversi passaggi a livello, sono note e incidono sulle performance». Quella del selettivo, è una proposta che Franco Aggio, presidente dell’associazione pendolarsi MimoAl, porta avanti dal 2019.

RISPOSTE CERTE Aggio, presente al convegno di martedì, chiede certezze sia sul raddoppio, sia sulle soluzioni per risolvere i problemi che vivono quotidianamente i pendolari: «Sono soddisfatto che il messaggio del raddoppio sia stato in parte recepito – spiega – ma gli impegni devono portare a risultati in tempi brevi. Soprattutto vanno potenziante quanto prima le corse nelle ore di punta e allo stesso tempo aumentare i posti nei treni. Il lieve miglioramento del servizio che riconosco esserci stato da quando è stata chiusa Porta Genova, non viene recepito dai pendolarri».

Edoardo Varese

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