La guerra dei rifiuti. È quella in atto a Mede dall’inizio di luglio, cioè da quando la Teknoservice, incaricata della raccolta differenziata, ha deciso di non ritirare più i sacchi di plastica neri nei quali fino ad ora andava messo il rifiuto indifferenziato (il secco, che finisce nell’inceneritore).
RIFIUTI PER STRADA Risultato: spazzatura accumulata in alcune strade, proprio davanti alle abitazioni. «È una difficoltà che abbiamo notato anche noi. — spiega il sindaco Giorgio Guardamagna — Anche se qualche imperfezione si potrebbe imputare all’azienda, si fa comunque fatica a far passare in tutti gli abitanti l’idea di differenziare gli scarti. E sì che Mede è avanti in questo, con un risultato del 77% che ci vede tra i Comuni più virtuosi in provincia di Pavia. Da tempo abbiamo anche dotato tutti i nuclei familiari di appositi mastelli per il secco, spiegando che questo va chiuso in sacchi trasparenti,che permettano di vedere il contenuto. Purtroppo l’ignoranza di pochi vanifica gli sforzi di molti. Chi usa il sacco nero, lo fa per poterci buttare dentro un po’ di tutto senza separare i materiali: così nell’indifferenziata che finisce nell’inceneritore si rischia di trovare anche umido, carta, vetro e plastica. C’è ancora la frangia irriducibile di quelli che pensano: “tanto bruciano tutto”. Questa è proprio ignoranza. È come non portare più i soldi in banca perché lì ci sono le rapine. O come non volare più perché gli aerei a volte precipitano».
ALLARME RIENTRATO? Il rischio di allarme sanitario è stato scongiurato. Almeno per il momento. Gli operatori comunali, infatti, nel frattempo hanno fatto un giro in città, portando nella piazzola della discarica municipale i sacchi neri abbandonati nelle vie. Con loro però c’era anche la polizia locale. «Gli agenti hanno verificato il contenuto dei sacchi — racconta il primo cittadino — e si è provveduto a emettere le prime sanzioni amministrative, grazie a indizi come scontrini, etichette, foglietti scritti a mano che hanno portato all’individuazione dei proprietari dei rifiuti. Un lavoro impegnativo e sgradevole per gli operatori, che hanno dovuto indossare guanti e mascherine per rovistare tra la spazzatura e perdere anche una quantità notevole di tempo. Chi abbandona questi involucri lo fa di notte, quando ha meno probabilità di essere visto». Ma lascia comunque delle tracce.
LETTERE AD HOC «Ora prepareremo un comunicato pubblico ribadendo il divieto di usare i sacchi neri, e l’obbligo di adoperare invece quelli trasparenti — conclude Guardamagna — oppure invieremo delle lettere “mirate” a chi riteniamo essere responsabile degli abbandoni. C’è una questione di fondo: vogliamo applicare la tariffa puntuale, che permetterà un pagamento minore della Tari grazie al fatto di differenziare i rifiuti, e avere quindi meno scarti da conferire nell’inceneritore. E sono sicuro che arriveremo a un risultato apprezzabile per il bene di Med».
Davide Zardo

