Un bene confiscato a disposizione dell’amministrazione comunale. È quello che prenderà in gestione l’amministrazione di Cassolnovo.
SPAZIO CONFISCATO Si tratta di un appartamento situato in via Naviglietto alla frazione Molino del Conte, che un tempo è stato di proprietà di un boss mafioso oggi detenuto a Brescia al 41 bis. Di fatto l’immobile non è mai stato utilizzato, se non poche volte, perché era stato acquistato per un investimento mai portato a termine. A tal proposito l’amministrazione comunale ha deciso di prenderlo in carico con l’obiettivo di metterlo a reddito, con l’ipotesi di affittarlo: «Non stiamo pensando – afferma il sindaco Luigi Parolo – di poterlo dare in gestione a nessuna associazione o attività di volontariato, per il semplice motivo che l’appartamento è molto piccolo e di fatto sarebbe inutilizzabile. La nostra intenzione sarebbe quella di metterlo a reddito, magari affittandolo, per poi indirizzare comunque il ricavato a iniziative sociali».
BENI CONFISCATI La legge sui beni confiscati alla mafia è stata approvata in Italia negli anni ’80 ed è stata applicata una delle prime volte proprio a Vigevano con la confisca dei beni in possesso al Clan Valle. Nella sua prima versione la legge non consentiva la vendita di un bene oppure l’affitto perché l’impiego doveva essere nel sociale. Negli anni, però, non sono mancate le difficoltà ad affittare il bene, con il rischio che tornasse a prestanome dei mafiosi, e di conseguenza le maglie si sono allentate. Si arriva così a oggi con la giunta comunale che vorrebbe dare all’immobile un nuovo inizio: «L’appartamento – continua il primo cittadino Parolo – è un bilocale e per questioni di spazio è difficile da utilizzare per le associazioni di volontariato. Abbiamo così deciso di affittare l’appartamento e eventualmente di impiegare i proventi per uno scopo che sarà comunque sociale». Per il momento l’amministrazione comunale ha cominciato l’iter per prendere in carico il bene confiscato, e successivamente si passerà proprio al percorso per l’affidamento del bene, che in questo caso sarà l’affitto dell’edificio. Di fatto per l’ente pubblico si tratta del primo appartamento che è stato confiscato alla criminalità organizzata. Nei comuni vicini, invece, oltre a Vigevano ci sono beni confiscati a Parona, Cilavegna, Gambolò e anche ad Alagna Lomellina. Quasi tutti sono stati messi a reddito. L’ultimo in ordine di tempo un appartamento in via Seregni a Vigevano che è stato affittato dopo oltre 20 anni che era stato chiuso.
Andrea Ballone

