È un vigevanese (originario della frazione Piccolini) il nuovo Console onorario d’Italia a Belfast. Giorgio Zarrelli, 59 anni, il 20 luglio ha prestato giuramento nelle mani del Console generale Luca Fratini, assumendo ufficialmente le proprie funzioni.
LA NOTIZIA A renderlo noto è un comunicato del Consolato generale d’Italia a Edimburgo. Zarrelli, già corrispondente consolare dal 2023, proseguirà il lavoro svolto in precedenza da Federica Ferrieri, e potrà d’ora in poi erogare presso l’ufficio di Belfast servizi a supporto dei connazionali residenti in Irlanda del Nord, come ad esempio la rilevazione dei dati biometrici per il rilascio del passaporto, le autentiche di fotografia, le autentiche di firma su scritture private e su alcune tipologie di atti notarili, le certificazioni di esistenza in vita a fini pensionistici. Zarrelli, laureato in Filosofia a indirizzo teorico presso l’Universitá degli studi di Pavia con una tesi in Antropologia culturale, ha fatto un breve passaggio al giornalismo tecnico, collaborando con testate dedicate all’elettronica consumer e a Internet per poi muoversi definitivamente nel mondo sistemistico. Ha lavorato per diverse aziende, fino ad arrivare all’occupazione attuale come Senior DevOps Engineer presso SAP.
Qual è l’iter standard per diventare Console onorario?
«Non ce n’è uno vero e proprio. É un ruolo svolto su base volontaria, non “di carriera” e si viene nominati dal Consolato generale di competenza che, nel caso del Nord Irlanda, è il Consolato generale d’Italia in Edimburgo, con giurisdizione sulla Scozia e il Nord Irlanda. Vi sono sicuramente dei prerequisiti: bisogna essere inseriti nella comunità italiana, in quella locale, possedere reputazione e onorabilità, avere conoscenza della lingua locale, non avere raggiunto i 70 anni. In breve, bisogna essere radicati nel territorio».
Quali sono i suoi compiti?
«E’ una figura definita nella Convenzione di Vienna del 1963, e i limiti sono descritti nel Decreto di nomina individuale. Si viene chiamati a dare supporto alla comunità italiana rapportandosi con le istituzioni locali, per tutte quelle attività che possono semplificare la vita a chi vive lontano dal paese di origine, dal rinnovare un passaporto al fornire informazioni di vario genere. Tutto molto pratico ed essenziale. Vi sono anche funzioni di rappresentanza, di promozione sociale e culturale, in collaborazione con l’Istituto italiano di cultura e con il Consolato generale d’Italia, entrambi in Edimburgo. Vorrei anche sottolineare come queste attivitá siano inserite in una rete di supporto al cittadino che vede proprio nel Consolato generale, nei professionisti che vi lavorano, nel Console generale Luca Fratini e nell’IIC, nel personale e nel direttore Stefano De Angelis i cardini di un’azione efficace sul territorio. Non si tratta di un’opera isolata ma di un’azione di concerto delle istituzioni italiane sul territorio. Come Consolato onorario, cerchiamo di creare momenti di aggregazione di vario tipo, dal karaoke italiano alla presentazione di libri e autori, a film, a eventi legati alla tradizione del nostro paese».
Da quanto vivi in Irlanda?
«Da 11 anni, e quando mi chiedono perchè mi sia trasferito a Belfast, rispondo che è per il meteo. Vero, piove davvero tanto, ma il clima é tutto sommato mite per l’intero anno. La natura é a dir poco spettacolare, ci sono scorci selvaggi da cartolina, mucche sempre al pascolo, e se uno è appassionato del cartoon «Shawn the sheep», beh, abbiamo anche quello, i greggi di pecore. La gente qui é nota per essere accogliente, una serata al pub non é mai una brutta idea. Forse si sarà capito, un pezzo di cuore rimarrá sempre qui».
Ti manca l’Italia?
Vengo molto spesso a Vigevano per incontrare la famiglia, fare un salto in libreria, con qualche uscita a cena o a colazione con gli amici per mantenere il contatto con il territorio di origine, quella parte che ti porti appresso ovunque tu vada.
Quali sono i tuoi interessi, i tuoi hobby?
«Ho sviluppato una insana passione per la Ulster Fry. Ora, non starò a tediarvi con tutti i tipi di fry in circolazione in terra di Albione ma la mia preferita é questa del Nord Irlanda. Sarebbe una colazione fritta a base di pancetta, salsicce, uova e soprattutto pane di patate e pane alla soda cotti in padella, ma la prima volta che l’ho assaggiata ho camminato per 15 chilometri e pranzato alle 4 del pomeriggio: di sicuro ti dà energie. Il Consolato onorario assorbe una buona parte del mio tempo libero, essendo volontariato, ma nei momenti di tranquillità amo leggere, adoro l’informatica e cerco di incontrare i membri della comunitá italiana. Vorrei ancora ringraziare il tutto il personale del Consolato generale e dell’IIC per il loro costante e prezioso supporto e vi invito, vi esorto, a venirci a trovare».
Davide Zardo


