Peste suina, dall’Europa pioggia di milioni per aiutare gli allevatori     

Più di 12.5 milioni di euro dall’Unione europea per sostenere il comparto suinicolo italiano colpito dalla Peste Suina Africana.

I FONDI Una misura che interessa anche le aziende agricole pavesi, duramente provate dalle conseguenze economiche dell’emergenza sanitaria e dalle restrizioni introdotte per contenere la diffusione della malattia.A prevedere il sostegno è il Regolamento 2026/2208 della Commissione europea, appena pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, che introduce misure eccezionali a favore del settore suinicolo interessato dai focolai di PSA registrati tra il 1° novembre 2024 e il 30 aprile 2025. Il provvedimento riconosce l’impatto economico delle misure veterinarie e di polizia sanitaria adottate per contrastare la malattia. Le restrizioni hanno infatti determinato una riduzione della produzione di suinetti e suini da ingrasso, oltre a maggiori costi per gli allevatori, legati al prolungamento dei periodi di allevamento e ingrasso. A questi si sono aggiunte le perdite provocate dai prezzi di vendita più bassi, conseguenza dei ritardi nella macellazione.

LE REAZIONI «È un risultato importante per il comparto suinicolo e per gli allevatori, in particolare per le aziende agricole pavesi che, in questi anni, hanno sopportato pesantissime conseguenze economiche a causa della PSA e delle necessarie misure adottate per contenerne la diffusione», sottolinea Silvia Garavaglia, presidente di Coldiretti Pavia. Le risorse europee sono destinate a quattro diverse tipologie di danno.

Sono previsti 655 mila euro per le perdite legate ai minori prezzi di vendita determinati dai ritardi nella macellazione, 7,887 milioni di euro per la mancata produzione di suinetti, 2,890 milioni per le perdite di produzione dei suini da ingrasso dovute ai periodi di fermo prolungati e 1,131 milioni per i maggiori periodi di allevamento conseguenti alle restrizioni alla movimentazione.

PIÙ AIUTI Da Confagricoltura Pavia arriva invece  la richiesta di aiuti anche a livello nazionale: «La Commissione Europea ha tenuto conto della stima dei danni presentata dal governo e ha messo sul piatto risorse che devono essere integrate da fondi nazionali – afferma Marta Sempio, presidente di Confagricoltura Pavia – bisogna avviare al più presto i procedimenti amministrativi per presentare le domande. Gli indennizzi si fermano al 30 aprile 2025 ed è quindi auspicabile lo stanziamento di ulteriori contributi per coprire il periodo successivo, in quanto buona parte della provincia di Pavia è uscita dalle zone di restrizione solo nella primavera del 2026 e alcune aziende ne stanno ancora subendo i vincoli».

Edoardo Varese

 

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