Osservatorio 29-05 / Convocati

Non vogliamo certo verificare se sia stata una semplice coincidenza o una scelta ponderata quella di far partire le celebrazioni con i fedeli, in seguito al protocollo d’intesa Governo/CEI, domenica scorsa nella solennità dell’Ascensione.

Ci piace comunque leggerla come “segno provvidenziale”, cogliendo il significato per i cristiani di quella festa liturgica. L’Ascensione, infatti, non ricorda solo la salita di Gesù al Cielo, dopo la Sua Risurrezione, ma l’inizio della vita pubblica delle prime comunità cristiane. Gesù, infatti, ha “convocato” in Galilea i suoi undici apostoli e li ha invitati ad “andare” ad annunciare ciò che Lui aveva loro insegnato.

I suoi “discepoli” avevano l’animo pieno di domande, di trepidazione e un po’ confuso, perché non avevano ancora completamente capito il significato della Risurrezione…una “comprensione” resa più autentica con il dono dello Spirito Santo nella Pentecoste.

Ecco, ci piace leggere le celebrazioni di domenica scorsa come una nuova “convocazione” del “popolo di Dio” per una “missione” vissuta nell’oggi della storia, della cultura e anche della pandemia

Osservatorio 29-05

Ammettiamolo, molti fedeli potevano essere titubanti nel decidere di “andare a messa” in questa situazione e comunque avevano e hanno certamente l’animo confuso in una situazione di incertezza come quella che stiamo vivendo.

Eppure, domenica scorsa, nella stragrande maggioranza dei casi tutto si è svolto positivamente, sia nel rispetto delle normative igieniche indicate dallo stesso protocollo sia dal punto di vista della partecipazione dei fedeli

Forse le normative imposte, invece di limitare la genuinità della celebrazione, hanno favorito una maggiore consapevolezza e oseremmo dire “creatività” liturgica, che solitamente veniva soffocata dalla abitudine a un rito ormai consolidato.

Osservatorio 01-05 strane dimenticanze

Tutto questo si è potuto constatare proprio nell’attenzione della gente alla liturgia e ai diversi momenti, consapevole che non stava semplicemente “assistendo” alla messa, ma stava “partecipando” con convinzione, quasi sentendosi davvero creativamente protagonisti della stessa liturgia

Siamo altresì convinti che la stragrande maggioranza dei fedeli si è sentita davvero “convocata” dal Signore, riattualizzando il “mandato” avuto nella chiamata alla fede.

Questo per capire che la fede si rinnova sempre e deve essere costantemente attenta ai diversi “momenti” della storia e della propria vita, non cedendo mai alla tentazione di “metterla in standby”, ma riattualizzandola nella capacità di cogliere cosa il Signore ci chiede nei diversi fatti e nelle epoche della storia, che si confrontano con la quotidianità della nostra vita.

Domenica scorsa il “popolo di Dio” si è reso conto di questa “vocazione” e siamo certi che ciascun battezzato si è recato a Messa sentendosi davvero “convocato” dal Signore.

Dep

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