Osservatorio 10-07 / Il “Dio” di Silvia

«Più il tempo passava e più sentivo nel cuore che solo Lui poteva aiutarmi e mi stava mostrando come… la fede ha diversi gradi e la mia si è sviluppata con il tempo».

Ero completamente indifferente a Dio, potevo definirmi una persona non credente. Vivevo inseguendo i miei desideri, i miei sogni e i miei piaceri…

Parole di una conversione… testimonianza di un credente nel suo cammino di fede… agiografa di un cristiano per il suo processo di beatificazione?

Sono le parole di Silvia Romano, la volontaria rapita in Kenia e liberata due mesi fa, dopo la sua “conversione all’Islam. Una conversione che, come sappiamo, ha suscitato diverse polemiche.

Ma noi vogliamo cogliere le parole di Silvia, andando oltre le polemiche o gli aspetti sociali e politici, ma come provocazione per il “discorso della fede” nella società di oggi.

Osservatorio 20-03

Noi viviamo in una cultura apparentemente cristiana ed è logico che il riferimento è alla fede cristiana, ma prima ancora vorremmo focalizzare proprio l’attenzione sulla fede dell’uomo.

Silvia Romano ha detto che non aveva niente da leggere durante i giorni del rapimento e le è stato dato il libro del Corano.

Leggendolo ha capito che lei era lontano da Dio e dalla fede e che invece quel “Dio” aveva qualcosa da dirle oggi, nella sua situazione disperata.

La testimonianza di Silvia può essere quella di qualsiasi giovane di oggi, di “casa nostra” delle nostre scuole, addirittura delle nostre parrocchie…

giovani ormai indifferenti al discorso religioso, non per scelta, ma perché nessuno oggi a loro parla più di Dio

Osservatorio 10-07 germoglio seme

Non solo una testimonianza, ma soprattutto una provocazione. La proposta di Dio non la fa più nessuno. Almeno abbiamo il coraggio di dare in mano una Bibbia ai giovani di oggi? Lo può fare la scuola? Lo può fare la famiglia? Lo può fare la parrocchia?

Il giovane apparentemente indifferente o comunque già predisposto per il suo desiderio di solidarietà, può essere “terreno adatto” per legger una pagina della Bibbia e da lì conoscere il Dio di Israele, il Dio della storia, il Dio in Gesù Cristo, il Dio della conversione?

Le parole di Silvia diventano una provocazione per tutti noi… hanno dovuto pensarci un manipolo di rapitori a mettergli in mando un testo sacro… tutta la sua cultura occidentale, passando anche dagli oratori parrocchiali, non ci ha mai pensato… era terreno adatto…

nessuno ha seminato, per fortuna ci ha pensato Dio stesso… lei ora lo conosce come “Allah”, ma lo chiama “Dio”! E’ quanto basta…

Dep

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