Coronavirus Italia, i contagiati poco meno di un milione

Domani i contagiati di coronavirus in Italia supereranno quota un milione. L’Istituto superiore di sanità ha confermato per l’Italia uno scenario di “tipo 3” – il secondo più grave – che richiede interventi di mitigazione sulla base della situazione epidemiologica nei singoli territori, il che nel caso della Lombardia si traduce nella conferma della “zona rossa”.

Il coronavirus non si ferma e anzi i positivi sono circa 600mila, per il 94.7% in isolamento domiciliari, per il 4.8% ricoverati con sintomi, per lo 0.5% in terapia intensiva.

EQUILIBRIO? Indicatori che fanno temere si possa superare il livello di tenuta degli ospedali, come lamentato dal presidente della Fnomceo Filippo Anelli, il quale in un’intervista al Corriere della Sera ha dichiarato che

se continua così il servizio sanitario nazionale non può farcela. Ogni posto letto dedicato al Covid viene tolto ai malati con altre patologie, volgarmente chiamate ordinari. Altro che ordinari. Hanno tumori del pancreas, ictus, gravi cardiopatie. Già adesso ci sono ritardi accumulati e migliaia di pazienti finiranno in coda

Coronavirus Italia - Anelli (presidente Fnomceo)
Anelli (presidente Fnomceo)

Sempre Anelli ha ipotizzato che «fra Natale e l’inizio del 2021» possa esserci il momento peggiore, dichiarazioni dal tenore diverso rispetto a quelle del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che in conferenza stampa aveva dichiarato che «con questo quadro di misure confidiamo di poter affrontare più distesamente il mese di dicembre. Vorremo arrivare al Natale con predisposizione d’animo serena».

DATI Difficile prevedere quante settimane richiederà prima frenare la corsa dell’epidemia e poi smaltire un numero di positivi che già ora rappresenta poco meno dell’1% della popolazione italiana. I numeri dicono che nell’ultima settimana il passo si è fatto meno “lanciato”:

in Italia i positivi sono aumentati del 44.6%, sette giorni fa era +67.5%, in Lombardia sono cresciuti del 39.2% contro il precedente 87.6%.

Anche i ricoveri segnano la stessa tendenza. Nel Belpaese in rianimazione si ha +40.9% (contro +57.5%) e negli altri reparti +39.3% (+52.7%), nel quadro regionale +54% (+79.8%) e +45.6% (+79.2%). Viceversa i “guariti o dimessi” crescono, rispettivamente del 16.6% (era 10.2%) e del 18.5% (8.0%). Un altro dato che sale è il rapporto tra tamponi fatti e casi trovati, passato da 14.2% a 16.1% nel contesto nazionale e dal 19.1% al 20.8% in quello lombardo, segno che il numero di test resta inferiore a quanto servirebbe per garantire un tracciamento efficace (rapporto pari o inferiore al 3%).

Gds

Le ultime

Gambolò, longevità e storie di vita nella casa di riposo

La casa di riposo di Via Lomellina a Gambolò...

Parona, incidente sul lavoro all’Aboneco

Incidente sul lavoro alla ditta Aboneco di Parona. Un...

Gambolò, scoperta maxi serra di marijuana: 3 arresti

Il capannone industriale abbandonato di Gambolò è stato trasformato...

Veglia missionaria, il mandato del Vescovo a catechisti e operatori Caritas

Una missione che comincia a casa propria, in famiglia...

Login

araldo
araldo
L'Araldo Lomellino da 120 anni racconta la Diocesi di Vigevano e la Lomellina, attraversando la storia di questo territorio al fianco delle persone che lo vivono.