Sono oltre novemila i casi attivi in Provincia di Pavia.
In tutto 9007 persone, di cui 402 ricoverate, il 4.5%, con un’età media di 71 anni. In tutto sono 45 quelli che si trovano in terapia intensiva, con un’età media di 64.7 anni.
Rispetto alla scorsa settimana i ricoveri sono aumentati del 25.2%, in rianimazione la crescita è stata del 40.6% e negli altri reparti del 23.5%, nel primo caso quasi doppia rispetto a quella regionale (+27.6%), nel secondo equivalente (+23.2%). I focolai provinciali sono 18, cui si associano 281 soggetti, e di questi 12 sono localizzati all’interno di case di riposo tra cui il De Rodolfi di Vigevano, Casa Serena a Cilavegna, Fagnani e Galtrucco a Robbio. «La situazione – precisa Ats di Pavia – è sotto monitoraggio costante».
LA DONAZIONE Nel frattempo prosegue il rafforzamento delle Usca, le 7 Unità speciali di continuità assistenziale che operano sul territorio pavese, che hanno ricevuto sette ecografi portatili donati da Provincia e Fondazione Comunitaria, strumenti indispensabili per effettuare la diagnosi a domicilio. «Pensando a chi cura – spiega Giancarlo Vitali, presidente della seconda – ci siamo, di fatto, interessati anche di chi è curato: il mio pensiero va a quanti sono stati colpiti dal virus e lottano con coraggio per sconfiggerlo». Col sostegno anche degli enti locali, come ricorda il presidente provinciale Vittorio Poma, per il quale «questa esperienza dimostra quanto sia importante ed efficace la collaborazione tra istituzioni».
Potenziare la capacità diagnostica delle Usca – fa eco il direttore generale Mara Azzi – ci permette non solo di offrire una migliore qualità dell’assistenza a domicilio, ma anche di evitare un numero elevato di accessi alle strutture ospedaliere riducendo pertanto le possibilità di contagio
«Ringrazio dunque la Provincia di Pavia – prosegue Azzi – e la Fondazione Comunitaria per questa preziosa donazione, avvenuta peraltro in tempi rapidissimi». Le Usca sono una delle risorse più importanti messe in campo da Ats, perché sono dotate di saturimetro, ecografo e tamponi e possono intervenire a domicilio o presso le case di riposo facendo contestualmente la diagnosi. In Provincia avrebbero dovuto essere attivate assumendo 10 medici, uno ogni 50mila abitanti, al momento sono 17.
Gds

