Pediatra fino a 18 anni, la proposta per garantire continuità di cura

Estendere fino ai 18 anni l’assistenza del pediatra di famiglia per garantire continuità di cura durante una fase delicata della crescita. È la proposta rilanciata dalla Federazione italiana medici pediatri (Fimp) al ventesimo Congresso nazionale di Napoli. La misura riguarderebbe più di 2.2 milioni di ragazzi tra i 14 e i 17 anni.

CONOSCERE «Il pediatra di famiglia conosce il ragazzo, la sua storia clinica e, nella maggior parte dei casi, anche il contesto familiare», ha spiegato il presidente nazionale Fimp Antonio D’Avino. Mantenere questo riferimento fino alla maggiore età aiuterebbe a evitare interruzioni proprio quando cambiano i bisogni di salute e la transizione alla medicina dell’adulto può comportare discontinuità nei percorsi di cura. L’obiettivo non è ridefinire i confini tra pediatri e medici di medicina generale, ma accompagnare il passaggio attraverso una collaborazione più stretta e la condivisione delle informazioni sanitarie. Per renderla sostenibile, andrebbero rivisti anche organici, massimali e organizzazione territoriale.

ORGANIZZAZIONE Favorevole alla proposta è anche un pediatra di libera scelta vigevanese, che non ravvisa particolari criticità organizzative. «Attualmente seguiamo i pazienti fino ai 14 anni e, su richiesta dei genitori e con l’accettazione del pediatra, possiamo mantenerli in carico fino ai 16. Poi devono passare al medico di famiglia. Tenerli per altri due anni non sarebbe un problema e potrebbe essere utile in una fase psicologicamente delicata, quando il rapporto di fiducia costruito nel tempo può aiutarli a parlare dei propri disagi emotivi – ha spiegato –

La scelta però dovrebbe essere condivisa con i ragazzi: alcuni potrebbero sentirsi a disagio in un ambulatorio frequentato da bambini più piccoli e preferire il medico dell’adulto.

PREVENZIONE Ma al Congresso Fimp non si è parlato solo di prolungare la presa in carico dei ragazzi fino alla maggiore età, ma anche di prevenzione e stili di vita. Fimp segnala la circolazione di adenovirus, rinovirus e virus parainfluenzali nel 20-30% dei bambini in età scolare, richiamando il ruolo dei pediatri nel contrasto all’uso improprio degli antibiotici. Preoccupano inoltre i dati sul morbillo riportati dalla Federazione: nei primi cinque mesi del 2026 sono stati confermati 472 casi, contro i 322 dello stesso periodo del 2025. L’incidenza più alta è stata rilevata sotto i quattro anni; per gli adolescenti è importante recuperare le vaccinazioni, compresa quella contro l’Hpv. Sul fronte del peso, circa il 19% dei bambini tra gli otto e i nove anni è in sovrappeso e il 10% presenta obesità. Presentato anche il progetto “Bas-e-Roc”, dedicato a corretta alimentazione e attività fisica. Attenzione alla salute digitale e ai suoi effetti su sonno e benessere psicologico in adolescenza.

Rossana Zorzato

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