Eleonora Duse, quella nascita dimenticata

«Ricordare che Eleonora Duse nacque a Vigevano non è un esercizio di campanilismo, ma un atto di precisione storica. Significa restituire alla città ciò che le spetta e impedire che un’imprecisione ormai sedimentata continui così a oscurare un fatto documentato». Così lo studioso Emanuele Gallotti commenta la svista andata in onda mercoledì 19 novembre su La7, durante la trasmissione “Una giornata particolare” condotta da Aldo Cazzullo. Nel corso della puntata, dedicata questa volta all’impresa di Fiume guidata da Gabriele D’Annunzio nel 1919, è riemersa l’imprecisione più resistente della biografia di Eleonora Duse: l’attribuzione della sua nascita a Chioggia.

L’ERRORE Un errore che da decenni fatica a essere corretto. In realtà, infatti, la grande attrice vide la luce a Vigevano il 3 ottobre 1858. «Nell’autunno del 1858 — precisa Gallotti — i genitori di Eleonora, attori girovaghi originari di Chioggia, arrivarono a Vigevano per una breve tournée al Teatro Galimberti. Con tutta probabilità la piccola Eleonora nacque il 3 ottobre non alla più celebre locanda del Cannon d’Oro, come si credette a lungo, ma nella più modesta Locanda della Torre, dove la compagnia alloggiava. Due giorni dopo, sotto una pioggia battente, la neonata fu portata al Duomo per il battesimo dentro una piccola cassa scenica usata come riparo di fortuna:

la famiglia non possedeva né una carrozza né un ombrello. Dopo appena una settimana, la compagnia lasciò la città senza lasciare tracce durature del proprio passaggio.

LE ORIGINI Ma perché questo sbaglio ricorrente? Lo chiediamo a Maria Pia Pagani, una tra le massime esperte in Italia riguardo alla Duse. Laureata in Lingue e letterature straniere all’Università di Pavia, dove ha poi conseguito il dottorato di ricerca in Filologia moderna con la tesi “La Russia di Eleonora Duse e Gabriele D’Annunzio (1891-1924)” è autrice di molte pubblicazioni scientifiche – in italiano, inglese, russo – sul teatro nell’Europa dell’Est dalle origini a oggi. «I Duse erano originari di Chioggia, dove erano molto conosciuti, e questa forte radice veneta deve aver condizionato i primi biografi. È un errore che può capitare, soprattutto se non si verificano le fonti. Eppure il certificato di battesimo del Duomo di Vigevano, conservato nell’archivio diocesano, parla chiaro, e mostra una curiosità: mentre la professione di padre e padrino risulta “attore”, quella della madre figura come “benestante”. Ne viene fuori un quadro sociologico interessante, perché evidentemente la signora, che era anche lei un’attrice, se ne vergognava. Per quello stesso motivo forse la nascita della piccola Eleonora venne indicata al lussuoso Cannon d’Oro, mentre i vigevanesi “doc” sostengono che avvenne presso la più economica Locanda della Torre, tra l’altro più vicina al teatro, dove la compagnia recitava per la festa del Beato Matteo». Una nascita “di passaggio”, dunque, che conferma quanto l’attrice, abituata a spostarsi su e giù per l’Italia sin da piccola, non fosse affezionata ad alcun posto in particolare.

IN INCOGNITO «Eppure io sono convinta — continua Pagani — che Eleonora Duse sia tornata a Vigevano almeno una volta, forse in incognito, per ottenere l’atto di nascita che le serviva per potersi sposare e per avere il passaporto. Qualche legame con la città ducale, dopotutto, doveva averlo. È significativo che in alcune biografie si racconti che al momento del battesimo la piccola fosse trasportata in una piccola teca di vetro per proteggerla dalla pioggia, e che in Duomo un plotone austriaco avesse fatto il saluto delle armi scambiando il contenitore per un reliquario sacro. Il padre di Eleonora avrebbe preso la cosa per un segnale di buon auspicio sulla futura carriera della figlia. Peccato che a Vigevano in quegli anni non ci fossero gli austriaci. Si tratta di episodi che alimentavano la leggenda di una donna che aveva un disperato bisogno di apparire, e si vergognava forse di una professione, soprattutto quella dei genitori, attori girovaghi, caratterizzata da un che di zingaresco. La sua doveva essere una famiglia con molte conflittualità sul teatro. Quando divenne famosa, la Duse cercò di edulcorare in qualche modo certi particolari a beneficio dei biografi del tempo».

Davide Zardo

Le ultime

Sforzesca, furto nella villa del conte: arrestate due persone

notizia in aggiornamento Furto nella notte tra martedì e mercoledì...

Mede, spaccata da Elifed: ladri in fuga con le motoseghe

Spaccata con un'auto ariete nel negozio di articoli da...

Vigevano, rubate cinque bici da corsa nel magazzino di Dondè Racing Team

Furto di biciclette da corsa nel magazzino di Dondè...

Vigevano, riaperti stamattina i cancelli del parco Parri

Il parco Parri riapre finalmente i suoi cancelli. Dopo...

Login