Un convegno dedicato ad Alberto Ghinzani e alla riscoperta di un artista apprezzato in tutto il mondo, ma rigorosamente “made in Lomellina”. È l’evento proposto dal Centro Amisani con il patrocinio dell’assessorato alla cultura del Comune di Mede, sabato 21 giugno alle ore 16 nella Sala verde del Castello Sangiuliani, per gettare uno sguardo approfondito sull’opera dello scultore lombardo, celebre per la sua capacità di dar voce alla materia, plasmandola in figure evocative e penetranti.
INTERNAZIONALE Nato a Valle Lomellina nel 1939, Alberto Ghinzani studia all’Accademia di Brera, dove frequenta il corso di scultura tenuto da Marino Marini. Nel 1962 e nel 1967 viene invitato alla Biennale di Carrara, mentre la sua prima personale verrà allestita alla Galleria delle Ore di Milano nel 1966 e, nello stesso anno, alla galleria Il Girasole di Roma, con la presentazione di Mario De Micheli e Luciano Caramel. Nel 1976 ottiene il primo premio per la scultura alla Biennale di Piacenza, alla Quadriennale di Roma, alla Rotonda della Besana e alla Permanente di Milano. Ha esposto anche in Germania: Monaco, Augsburg, Norimberga e Darmstadt, dove esegue una scultura per il parco del Politecnico nel 1993. Nel 2009 gli viene assegnato il Premio Isimbardi dalla Provincia di Milano e nel 2011 l’Ambrogino d’oro dal Comune di Milano. È stato docente presso l’Accademia di Belle Arti a Brera e curatore del Museo Regina a Mede. Alberto Ghinzani muore il 5 aprile 2015 a Milano e a novembre dello stesso anno il Comune di Milano inserisce il suo nome nell’elenco dei cittadini illustri nel Famedio del Cimitero Monumentale.

IL CONVEGNO Il convegno organizzato per sabato 21 giugno vedrà l’introduzione del professor Giuseppe Castelli dal titolo “Uno sguardo sull’opera di Alberto Ghinzani”. Il candiese Castelli è storico e critico d’arte, amante dell’arte contemporanea, segue gli eventi degli artisti del Gruppo 7, è presidente del concorso di pittura “Città di Mede” e organizzatore di numerose mostre. La professoressa Aurora Scotti interverrà con “Un atelier di scultura a Valle Lomellina” e la professoressa Manuela Bonadeo con “Alberto Ghinzani: la poesia della materia”. Aurora Scotti, già docente di storia dell’architettura presso il Politecnico di Milano, ha dedicato numerosi studi all’arte italiana a cavallo fra il Seicento e il Novecento, concentrandosi sul Divisionismo e collaborando con numerosi centri studi nazionali e internazionali. È autrice del Catalogo generale delle opere di Giuseppe Pellizza da Volpedo, responsabile e direttore scientifico dei Musei del Pellizza e curatrice di numerose mostre. Manuela Bonadeo è critica e docente di storia dell’arte, si è occupata di divisionismo (sua la partecipazione al catalogo mostra di Palazzo Guidobono di Tortona “Paesaggio con tre alberi” di Angelo Barabino) e di arte contemporanea (la mostra di Pietro Bisio e Piero Leddi). Un’occasione preziosa, dunque, per avvicinarsi all’opera di Ghinzani con occhi nuovi e consapevoli, immersi tra i muri secolari di un castello, dove la pietra antica dialogherà con la resina moderna, e il tempo si fermerà – giusto un istante – per ascoltare la voce silenziosa della scultura.
Davide Zardo

