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venerdì, Marzo 5, 2021
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    «Il futuro dei film è in sala»

    Il futuro del cinema non può che essere in sala, anche dopo la pandemia da Covid. Alessandro Rossi gestisce nove sale cinematografiche tra Lombardia e Piemonte, tra le quali il MoviePlanet di Parona. Un numero importante: ed è sufficiente pensare solo per un attimo a quel numero e all’obbligo di chiusura delle sale per chiedersi come sia mai possibile tirare avanti avendo davanti una situazione tanto difficile e un futuro che di roseo ha poco. Rossi, nonostante il momento non facile, analizza, spiega, argomenta quello che sta accadendo e, al contempo, cerca, con i fatti concreti che possiede, di delineare il futuro. Di certo, non si lascia abbattere, anche se i numeri della crisi sono di quelli che tolgono il sonno. «C’è stato un calo dell’84 per cento rispetto al 2019 – spiega – E nel settore “turismo” del 90 per cento: quasi un azzeramento del comparto. Abbiamo assistito all’altalena delle aperture, delle chiusure. Ora si parla di apertura graduale, forse verso Pasqua. Ma se il 90 per cento delle sale cinematografiche non riapre, i distributori non fanno film: tutti quelli che come gestiscono delle sale sanno bene cosa sta succedendo e la realtà e questa. Ma non ci lasciamo abbattere». Secondo Alessandro Rossi «si finirà col fare proiezioni, in contemporanea con le iniziative delle piattaforme, al cinema, poi, se tutto va bene, a settembre, a piano vaccinale completato, il via libera per ripartire, tutti quanti, a livello nazionale – prosegue l’imprenditore – ci aspetta un altro anno drammatico, e gli strascichi di quello che sta accadendo si accuseranno per molto tempo: sale chiuse vuole anche dire esercenti in ginocchio. So che è difficoltoso anche per i grandi gruppi, come Disney Plus per fare un esempio, far sottoscrivere gli abbonamenti: c’è chi lo fa solo per un mese, prima della pandemia questa situazione era impensabili». Detto questo, Alessandro Rossi ribadisce come «il futuro del cinema è comunque la sala, nessuno può immaginare di guardare un film senza pensare di raggiungere una sala cinematografica: andare al cinema è anche una esperienza relazionale, emotiva, si va al cinema per trovarsi, per discutere, per bere o mangiare qualcosa prima o dopo la proiezione. I sondaggi ci dicono che la gente vuole tornare a vedere pellicole al cinema: le sale dovranno essere completamente trasformate, ma questo lo abbiamo messo in conto da parecchio tempo. Resta il fatto che quando si pensa ad un film è al cinema che si pensa di andarlo a vedere». Non a caso, prosegue, «i grandi attori americani non stanno lavorando e non lavoreranno per la televisione, ma per il grande schermo. Sanno bene che fare cinema è diverso rispetto a chi lavora solo per “le piattaforme”. So che in America, i nuovi 007, Top Gun, aspettano che le sale riaprano e questa è una bella notizia: vuole dire che i grandi attori hanno deciso e con loro le proprie case cinematografiche di “tener duro” e di non lavorare per lo streaming». Alessandro Rossi lavora nel settore dal 2002 e gli è capitato di vivere situazioni al limite, ma questa è di quelle che lasciano il segno. «Ho visto colleghi trovarsi senza lavoro dall’oggi al domani, c’è anche il timore di perdere l’occupazione e questo pensiero agisce a livello psicologico. Noi abbiamo cercato di rimboccarci le maniche, abbiamo sempre curato i conti, cercando di tenere tutto in ordine. Gli aiuti ci sono stati dati, il ministro Franceschini ha fatto il possibile per aiutarci a stare in piedi. Gli aiuti economici del suo Ministero sono stati fondamentali per andare avanti e per pensare al futuro, un futuro tutto da scrivere e inventare: le sale dovranno avere ancora più appeal, essere più confortevoli, diverse da quelle di adesso. Noi stiamo lavorando per rendere il ritorno al cinema dei nostri clienti un esperienza unica e da ripetere».

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