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lunedì, Settembre 21, 2020
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    La cultura… a portata di mouse

    Retecultura Vigevano invita a scoprire meraviglie conosciute solo in apparenza, della città nella quale si è nati: Vigevano. Questa settimana tocca a Palazzo Saporiti, meglio conosciuto da tanti studenti come sede del Liceo Benedetto Cairoli Vigevano, è indubbiamente una parte importante della storia della nostra città. Sotto molti aspetti. Ed è decisamente luogo del cuore dei vigevanesi.

    Laura Fedigatti
    Laura Fedigatti

    Palazzo Saporiti partecipa ad un grande concorso organizzato dal FAI Fondo Ambientale Italiano. Infatti basta accedere alla pagina di Retecultura Vigevano trovare la news relativa a Palazzo Saporiti e votare: il voto è un voto d’amore verso la propria città, i luoghi della cultura, verso il nostro passato ma anche per il nostro futuro. C’è bisogno del voto di tutti per risalire la classifica. FAI – Fondo Ambiente Italiano #luoghidelcuore Ieri, ma nella pagina di Retecultura Vigevano il tempo non conta poiché le novità si possono scoprire e riscoprire anche nei giorni successivi, comunque, giovedì è il giorno scelto da Retecultura per scegliere insieme a Laura Fedigatti il libro per il week-end. Mentre aspettiamo di sapere cosa potremo fare da lunedì 18 maggio, varrà la pena di perdiamoci tra le scogliere della Cornovaglia con il bello e tenebroso Ross Poldrak che magari avete conosciuto nella serie in onda sul canale LaF con protagonista Aidan Turner.
    Per chi si fosse perso le recensioni precedenti può visitare il nuovo canale you tube della Libreria Le Mille E Una Pagina. E’ possibile trovare ogni informazione riguardo una interessante saga, la saga di Ross Poldark dello scrittore inglese Winston Graham, pubblicata finalmente in Italia a partire dal 2017 da Sonzogno e, per le edizioni economiche, da Marsilio. Sempre Retecultura propone un viaggio decisamente interessante: da Lampedusa a Milano in kayak… L’unica ragazza capace di intraprendere un’impresa, a dir poco titanica, è Marta “Porfiria” Svalbard, protagonista della puntata odierna della nostra saga digitale: anche questa settimana Carlo Maria Rabai ci ha voluto stupire con un interessante personaggio. Si tratta del Ritratto di Marta Porfiria Svalbard, che nacque solo Marta ma poi scoprì l’indipendenza. Mai a suo agio sulle barche a vela, un giorno Marta decise di vendere il suo Laser per comprarsi un kayak variopinto, destando i commenti dei suoi genitori, che per lei si erano immaginati un futuro d’altura. Guardata con sospetto e ilarità dagli isolani, anch’essi convinti che una barca è una barca solo quando può portarti lontano, Marta cominciò a immaginare piani di fuga. Questo, sommato a un paio di brutte esperienze sentimentali, la portò ad abbandonare Lampedusa “per andare a vedere cosa c’è dall’altra parte”. Nella preoccupazione generale dei cari e non, che giustamente si presero la colpa, Marta salì sul suo kayak solo con un po’ d’acqua dolce, dei cracker e la playlist YouTube di Electronic Gems. Un’energica pagaiata dopo l’altra, Marta si allontanò dall’isola così velocemente che per nessuno fu possibile raggiungerla, nemmeno sulle barche a vela più dinamiche. Con percentuali incalcolabili di adrenalina in corpo e “Paradise” di Voyage nelle auricolari, Marta riuscì a fare mente locale e una volta superata Favignana si diresse verso Palermo. Stremata, disidratata, completamente rossa in viso, Marta giunse in porto la mattina presto: ad accoglierla pescatori e bambini, che vedendola presero a gridare “Porfiria! Porfiria!”, per il colore purpureo della sua pelle. Una volta sulla riva, Marta si risvegliò due giorni dopo: in qualche modo aveva dormito tutto quel tempo sotto le fronde di un Ficus macrophylla nei giardini inglesi. Per i due anni successivi Marta si fermò nella città che per prima l’aveva accolta, diventando perno fondamentale di un caffè letterario. Poi venne il momento di salutare e partire: recuperato il suo kayak, che nel frattempo era diventato una bella fioriera, Marta partì per Milano, la città che le dava l’idea di essere il posto giusto in quel momento. Tra mari, fiumi e navigli Marta arrivò a destinazione, guardata con curiosità e sorrisi divertiti. Mancava solo un tassello, la libertà anagrafica: con pratiche corpose e file interminabili Marta ottenne di chiamarsi anche Porfiria, onorando così il suo futuro. Oggi il circolo letterario di Marta Porfiria è uno dei più interessanti di tutta Milano. Sotto lo pseudonimo Porpheereea, in quest’ultimo periodo Marta si sta cimentando con successo nella musica elettronica, campo che l’ha avvicinata molto a Roberto Svalbard, anche lui stabile a Milano, da cui è ormai inseparabile (si veda “Ritratto di Roberto Svalbard”). Proprio in questi giorni Porfiria sta avviando le ricerche per capire quanti gradi di parentela intercorrano tra lei e Roberto…”.

    San Dalmazio con i Santi Primo e Feliciano
    San Dalmazio con i Santi Primo e Feliciano

    La Società Storica Vigevanese illustra un interessante studio della diffusione del Cristianesimo in Lomellina, a dir poco sconosciuto! Ci siamo mai chiesti quando ebbe inizio l’evangelizzazione della Lomellina? Ebbene, ancora oggi, gli storici non possono dare una risposta certa e documentabile concretamente alla nostra domanda, ma attraverso fonti secondarie possiamo sicuramente formulare alcune interessanti ipotesi. Sant’Epifanio afferma che San Luca in persona ebbe il compito di evangelizzare la Gallia Cisalpina e, precisamente, la Lombardia; ma sappiamo anche che il fondatore della chiesa milanese, San Barnaba, prima di arrivare nella città meneghina, evangelizzò la Liguria, di cui anticamente la Lomellina ne faceva parte. Conosciuta è anche la presenza del primo vescovo di Pavia, San Siro, in Lomellina… Ma, sfortunatamente, la parte documentale non gioca a nostro favore e non possiamo confermare questa ipotesi.

    Il martirio di San Marziano
    Il martirio di San Marziano

    Probabilmente però il Vangelo venne consegnato alle nostre terre da San Marziano, primo vescovo di Tortona e martire nel 120, a cui è dedicata la chiesa di Mede; altra presenza fondamentale è quella di San Dalmazio martire nel 252, festeggiato anticamente anche nella chiesa Vigevanese il 5 dicembre. È venerato nell’Alessandrino, confinante con la provincia di Pavia. Sicuramente la libertà religiosa promossa dall’Editto di Costantino nel 313 permise una profonda diffusione del Cristianesimo nel nostro territorio, che soprattutto in età Ostrogota (prima) e Longobarda (poi) ebbe come centro di diffusione principale la vescovile Pavia.

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