La Duse segreta, il mistero dimenticato

Un fidanzamento annunciato e annullato in 24 ore, un’attrice famosa, un giornalista che sapeva troppo, ma non parlò mai. Sembra un giallo l’episodio che vide protagonista Eleonora Duse e che la studiosa Maria Pia Pagani ha svelato recentemente al collegio Ghislieri di Pavia per la presentazione del libro “II capricci del Conte Ottavio” di Ugo Ojetti, da lei curato.

COME UN GIALLO «La figlia di Eleonora Duse, Enrichetta Marchetti, doveva sposare Adolfo Orvieto, un intellettuale ebreo fiorentino, ma il fidanzamento fu annullato per questioni religiose». Lo sostiene la mortarese Maria Pia Pagani, tra i più grandi studiosi della grande attrice nata a Vigevano da genitori chioggiotti, membri di una compagnia teatrale itinerante. «Il 2 luglio 1906 – racconta la professoressa Pagani, titolare di cattedra all’Università Federico II di Napoli – il Corriere della Sera pubblica l’annuncio del fidanzamento ufficiale dei due. Il giorno dopo sullo stesso quotidiano appare la smentita. Ho scoperto la cosa perché mi sono capitati tra le mani questi trafiletti e ho deciso di indagare negli archivi fiorentini la vicenda. Ricostruendo la storia a posteriori ho capito che uno dei cronisti del Corriere, il critico teatrale Ugo Ojetti (che lo dirigerà dal 1926), grande amico di d’Annunzio, aveva messo tutto a tacere per evitare uno scandalo.

A quei tempi la rottura di un fidanzamento, specie tra persone così in vista, era un gossip.

SCANDALO EVITATO Adolfo Orvieto fu critico drammatico, avvocato, bibliofilo, direttore della rivista “Il Marzocco”, fondata nel 1896 e fulcro della vita culturale di Firenze. Proprio qui conosce Eleonora Duse, di cui diventa l’avvocato di fiducia, e sua figlia Enrichetta, con cui riprenderà la corrispondenza dopo la morte della madre. Nel 1908, dopo una lite in casa Orvieto con Amelia Rosselli (nonna della poetessa omonima), la Duse rompe definitivamente con l’illustre famiglia fiorentina. A partire da quel momento, “Il Marzocco” la nomina solo alla sua morte, avvenuta il 21 aprile 1924 a Pittsburgh. «L’unione di Adolfo ed Enrichetta – continua la professoressa Pagani – salta per una ragione di fede. Per la Duse e la figlia non era un problema un matrimonio misto, ma lo era invece da parte di lui. Un matrimonio tra un ebreo e una cristiana non è riconosciuto in seno alla comunità ebraica. Adolfo, che è sepolto nel Cimitero Ebraico di via Caciolle a Firenze, era di una famiglia osservante; lo dimostrano anche alcuni scritti di Laura Orvieto, sua cognata, che spiega l’educazione ebraica data ai figli nel loro nucleo domestico. La smentita è pubblicata anche da altre testate nazionali. Ma nessuno, grazie a Ojetti che li protegge tutti giornalisticamente, ne ricava un gossip». Ojetti ha difeso la Duse anche dalle critiche della sua grande rivale, la francese Sarah Bernhardt. Alcuni suoi articoli sono stati recentemente raccolti da Maria Pia Pagani nel volumetto “I capricci del Conte Ottavio”, edito da Succedeoggi Libri.

MAPPA DUSIANA «Enrichetta – prosegue Pagani – sposerà nel 1908 Edward Bullough, docente all’Università di Cambridge, che morirà nel 1934, mentre Adolfo Orvieto si spegnerà nel 1951. Nel 1931 Enrichetta, che era una fervente cattolica – a tal punto che il figlio e la figlia avuti da Edward entreranno nell’Ordine Domenicano – va a Lourdes e manda una medaglietta d’oro ad Adolfo. Un segno di tante cose della loro giovinezza, un po’ di nostalgia dei bei tempi andati?». Maria Pia Pagani sta anche continuando a studiare il legame tra la Duse e la Lomellina, che non si ferma con la nascita a Vigevano. «Un insegnante del liceo Cairoli, Luigi Rossi Casè, scomparso nel 1925, ha dedicato a Eleonora una raccolta di poesie, che ho recuperato e sto analizzando. Il drammaturgo e diplomatico Tommaso Gallarati Scotti, che scrisse una pièce per lei, era il bisnonno del conte Fulco Gallarati Scotti, proprietario del castello di Cozzo. Il dottor Pietro Grocco, di Albonese, fu medico di Giuseppe Verdi e curò anche la Duse. Il cassolese Ferdinando Bona, tra i fondatori della Società Storica Vigevanese, aveva nella sua collezione l’epistolario tra Arrigo Boito ed Eleonora Duse. Questi dati permettono di ricavare una vera e propria mappa “dusiana” della Lomellina che può valorizzare culturalmente questo territorio».

Davide Zardo

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