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mercoledì, Settembre 30, 2020
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    Home Cultura e tempo libero "Lockdown", le foto di Lattari per raccontare la pandemia

    “Lockdown”, le foto di Lattari per raccontare la pandemia

    Una foto dopo l’altra, scattate durante la quarantena, quando la maggioranza delle persone era bloccata in casa. “Lockdown” Vigevano, immagini dalla pandemia è il libro fotografico che Josè Lattari ha presentato lunedì mattina nella sala della Quadreria dell’ospedale di Vigevano. A presentare il fotoreporter il nostro direttore don Emilio Pastormerlo, che ha sottolineato lo spirito del volume, finalizzato a mettere nero su bianco un difficile periodo della nostra storia dal quale non siamo ancora usciti. Ed è stato proprio don Emilio a precisare:

    «Questo libro è già storico, commenta eventi della nostra storia recente che sono già nel nostro cuore e nella nostra mente.

    Quello che viene documentato è qualcosa che abbiamo vissuto nelle varie fasi e, appunto, per questo siamo parte di questa storia».

    Josè Lattari

    L’autore, dal canto suo, dice che questo libro nasce un po’ per caso. «L’idea era di fare un libro fotografico – precisa – poi ho chiesto il contributo ad alcuni amici che fanno parte della società civile e anche per la loro professione hanno vissuto questa fase in modo particolare». Sul libro di Josè hanno infatti scritto medici, infermieri, giornalisti, insegnanti, volontari, amministratori e sacerdoti. Tra questi anche il nostro vescovo, oltre al sindaco di Vigevano, ha voluto portare la sua testimonianza. Il primo cittadino, Andrea Sala, presente alla manifestazione, ha ringrazio il fotoreporter vigevanese, perché «questo libro rimarrà nella memoria dei vigevanesi. Queste testimonianze, soprattutto fotografiche, permetteranno a chi verrà dopo di noi di farsi un’idea concreta che quello che è successo è successo davvero. Queste fotografie – ha aggiunto Sala – servono a rinforzare e mantenere la memoria collettiva di questo evento memorabile».

    Il direttore generale dell’Asst Michele Brait, che ha voluto presenziare a questo particolare evento ha sottolineato l’importante lavoro svolto, oltre ovviamente a quelli che erano in prima linea a curare i malati, dai giornalisti. «Mi unisco a quelli che hanno sottolineato l’importanza di fissare nella memoria questi giorni – ha detto il dirigente sanitario – Abbiamo spesso ringraziato i medici e gli infermieri, è questo è giusto, ma un lavoro importante e significativo è stato anche quello svolto dagli operatori dell’informazione che ci hanno permesso in questo terribili giorni di tenerci in contatto. L’informazione era l’unico canale in questi giorni irreali di silenzio, scandito dai suoi delle sirene e dalle campane».

    E, a questo proposito, è intervenuto infine il presidente dell’Associazione giornalisti di Vigevano e Lomellina, Giuseppe Del Signore, portando la sua personale testimonianza sull’anomala percezione dei suoni della città in quesi giorni di lockdown. Don Emilio Pastormerlo ha infine chiuso l’evento citando le parole di Papa Francesco che, nella prima udienza del mercoledì avvenuta faccia a faccia coi fedeli: «Dopo tanti mesi – ha sottolineato il Santo Padre – riprendiamo a vederci di persona. Non dimentichiamo che siamo tutti legato gli uni agli altri e possiamo uscire da questa inattesa situazione solo attraverso la solidarietà». Gli introiti del libro, che verrà offerto alle croci della città, servirà proprio a sostenere i tanti volontari che hanno lavorato in questa fase.

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