La 76esima edizione del Festival di Sanremo è vinta da Sal Da Vinci. Grande successo per il cantante napoletano, che con la sua “Per sempre sì” conquista pubblico e giuria all’Ariston. Sul podio, al secondo posto si piazza Sayf con “Tu mi piaci tanto”, mentre al terzo va la cantante Ditonellapiaga e la sua “Che fastidio!”. Quarta Arisa con “Magica favola”, quinti Fedez & Masini con “Male necessario”. Ai due artisti anche il premio Bardotti per il miglior testo, mentre Fulminacci con “Stupida sfortuna” vince il premio della Critica Mia Martini.

Come da tradizione, L’Araldo ha seguito tutte le serate della kermesse canora con il suo “pool” di esperti: queste le pagelle dei cantanti in gara.

3I voti di Stige

Luchè

LDA & AKA7 – Poesie Clandestine

Se ad inizio festival mi aveste chiesto se mi potesse piacere una canzone scritta da uno che di cognome fa D’Alessio, probabilmente, vi avrei risposto “mai nella vita”. Invece i due ragazzini mi fanno ricredere. Il pezzo gira benissimo e si candida a tormentone estivo. La vocalità di Aka7 è il fiore all’occhiello del brano, Lda sta nel gioco e non fa tappezzeria, anzi… VOTO 8

ERMAL META – Stella Stellina

Il connubio perfetto tra il giorno e la notte. Tutto quello che tocca il “Re Mida” Dardust diventa oro, brano ritmico che porta il bassoventre a muoversi manco fossi un’odalisca. Da contraltare troviamo un testo che, se capito, non può non turbare spegnendo così la voglia di trasformarsi in Shahrazad. Onestamente un brano un po’ ruffiano che però fa il suo. VOTO 6,5

LUCHE – Labirinto

Sono cresciuto con i Co’Sang nelle cuffie quindi ascoltare il pezzo di Luchè turba talmente profondamente il mio io bambino tanto da segregare al telefono il mio analista per quattro ore. Il partenopeo crea un intruglio di qualunquismo e banalità su un meraviglioso tappeto di archi. Il risultato migliore lo raggiungerà, probabilmente, come base per i reel di TikTok. VOTO 3

FULMINACCI – Stupida Sfortuna

Fulmimacci è il classico ragazzo vecchio dentro che quando gli chiedi come sta ti risponde “finché ci vediamo…”. Poi prende la penna in mano e sforna un brano autentico con un retrogusto anni ’80. Più consapevole rispetto alla prima uscita sanremese del 2021, il buon Filippo convince e non lascia nulla al caso. “Passeranno, classifiche e Sanremi” ma il ritornello della sua “Stupida Sfortuna” difficilmente ce lo leveremo dalla testa. VOTO 7,5

2I voti di Marco Clerici

Serena Brancale

ARISA – MAGICA FAVOLA 

Con questo brano Arisa trasforma parti della sua vita in una favola e ciò fa immaginare il suo animo di bambina che le consente anche di mettersi a nudo raccontando di sé. La voce è sempre molto intonata e pulita, traspare preparazione e dedizione oggi non scontate. Fino a qualche anno fa avrei scritto la classica canzone sanremese ma oggi non si può più dire in quanto i gusti sono cambiati anche se non tutti gioiscono di ciò. A me piace! VOTO 9

SERENA BRANCALE – QUI CON ME 

Serena Brancale è la cantante del momento e gode della simpatia del pubblico di intenditori e non. La canzone è molto intensa, racconta con grazia e nostalgia il distacco da una persona cara. L’esecuzione è precisa con una voce che sfiora le corde dell’anima e ci consente di immaginare ciò che l’artista stessa vuole trasmettere. Interessante e singolare anche il fatto che sia la sorella a dirigere l’orchestra. VOTO 9

TOMMASO PARADISO – I ROMANTICI

Personalmente Tommaso Paradiso mi piaceva già ai tempi di “Thegiornalisti” perché la sua voce si plasma benissimo con il tipo di canzoni melodiche che scrive e con gli arrangiamenti che più prediligo e che prevedono un giusto mix di strumenti di musica leggera con tappeti “educati” di archi che legano. Il testo è malinconico e si riconosce una situazione familiare di cui l’artista è protagonista. Brano sicuramente radiofonico che non farà fatica ad emergere. VOTO 8

ENRICO NIGIOTTI – FULMINACCI 

Con il permesso della redazione faccio una digressione ed anziché individuare un quarto brano bello o brutto che sia menziono due cantanti che si stanno affacciando ultimamente ad un certo livello. Uno è Enrico Nigiotti che porta “Ogni volta che non so volare”, brano intenso senza inciso ma comunque toccante per il testo e per l’interpretazione. L’altro è Fulminacci, 29 anni e tante idee particolari; la sua “Stupida fortuna” ricorda, grazie agli arrangiamenti, brani di fine anni ’80 che lasciavano il segno in testa e nell’apparato uditivo. VOTO 7

1I voti delle Stellerranti

Patty Pravo

PATTY PRAVO – OPERA La canzone non è indimenticabile ma quelle delle ultime edizioni di Sanremo sono quasi tutte dimenticabili. E dimenticate. In Opera ci sono echi di Battiato e di Puccini, autore tra i più saccheggiati dalla musica leggera. Se la frase del ritornello andasse a chiudere in su, con tanto di giro della voce e copertura lirica, saremmo dalle parti dell’opera appunto. Lei però risolve in giù, la Patty è sempre stata quella delle note gravi, androgina, moderna. Le si perdona tutto in nome del carisma, nessuno come lei che è davvero musa e colore, rosso naturalmente. Come una vera diva sul palco appare remota, irraggiungibile. L’eroina protagonista di una tragedia greca. O di un’opera. VOTO 10 

FULMINACCI – STUPIDA SFORTUNA Faccia da bravo ragazzo, movimenti accattivanti. La voce è garbata, le parole perfettamente intellegibili. Rappresenta in pieno la tendenza maschile del festival 2026, fin troppo vestito, nessuna concessione a dozzinali stravaganze da catalogo. Forse la vera trasgressione è questa quieta normalità. Normale il ragazzo ma non artificioso. Il pezzo, storia d’amore urbana e sentita. prende ancor di più ad un secondo ascolto. L’intro suggerisce una possibile versione di soli piano e voce. Fulminacci ci piace tanto.
Arisa Voto 8 Magica favola. E’ vero siamo dalle parti di Frozen, la deriva della grande stagione del musical. Senz’altro complici l’abito bianco ricamato e glaciale, l’uso quasi abuso degli archi e dei legati, del resto altri concorrenti ci danno con il kitsch a base di cori e ballerini da gran galà, lei in fondo affida la resa del brano all’arrangiamento, all’esecuzione dello stesso e ad un’interpretazione personale misurata ma efficace. E’ vero il vibrato pecca di indecisione, soprano lirico pop o Elisabetta Viviani? La Viviani in ogni caso cantava benissimo e Arisa canta bene. La magia è tutta intorno, saper evocare un’atmosfera da fiaba contemporanea, senza trucchi speciali e ridondanze, merita rispetto. E’ teatro. VOTO 9

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