C’è un momento, nei giorni che seguono il Natale, in cui l’aria pare trattenere il fiato. Le luci resistono ancora, i passi rallentano, e il tempo per una manciata di ore sembra scegliere la via più dolce.

RITO GENTILE È in questo spiraglio raccolto che torna il concerto di Santo Stefano, appuntamento che a Vigevano è diventato quasi un piccolo rito, un modo gentile per chiudere le festività lasciandosi attraversare dalla musica. L’edizione di quest’anno accende i suoi riflessi venerdì 26 dicembre alle 17.30, nella suggestiva sala degli Arazzi del Museo del Tesoro del Duomo, un luogo che già di suo possiede quella vibrazione antica che fa suonare meglio ogni nota. A guidare il viaggio musicale saranno tre artisti capaci di trasformare gli strumenti in fiato, pelle e anima: Davide Scaglia al clarinetto; Flaviano Braga alla fisarmonica a bottoni; Tazio Forte alla fisarmonica a tasti. Partendo da alcune celebri composizioni di Django Reinhardt , leggendario chitarrista Sinti attivo in Europa tra il 1920 e il 1950, il trio continuerà con incursioni nel repertorio dello Choro brasiliano, accostato a composizioni a tratti brillanti e a tratti nostalgiche, senza mai seguire un filo conduttore predefinito. Il concerto avrà parti in cui l’improvvisazione sarà il centro nevralgico, accostandole a brani di Bach o Ravel, arrangiati ad hoc da Forte. Il trio presenterà anche alcuni delle più celebri canzoni di Giovanni Danzi , autore di temi intramontabili , insieme ad alcuni brani inediti.
NON SOLO MUSICA Il programma non è solo musica: è una trama di atmosfere, un intreccio di tradizione, improvvisazione e richiami che sanno di viaggio. Una serata pensata per chi vuole riempire lo sguardo di bellezza proprio mentre l’anno volge al termine. L’ingresso è libero, fino a esaurimento posti: un invito aperto a chi desidera lasciarsi sorprendere da una parentesi di armonia. Il museo, con tutti i tesori della Diocesi che custodisce, farà da cornice a un concerto che sa di intimità, festa e luce.
Davide Zardo



