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giovedì, Novembre 26, 2020
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    Home Cultura e tempo libero "Teatro Incontro", fermi ma non immobili

    “Teatro Incontro”, fermi ma non immobili

    Anche la compagnia “Teatro Incontro” diretta dal regista e attore Mimmo Sorrentino si è dovuta fermare. L’emergenza Covid ha imposto anche alla nota compagnia locale e conosciuta ben oltre la nostra realtà, di sospendere le rappresentazioni in teatro e non solo. «Il 10 dicembre avremmo dovuto presentare al teatro Cagnoni di Vigevano lo spettacolo “Il berretto a sonagli” ma la rappresentazione è stata posticipata perché non è possibile, ora, fare le prove: le restrizioni imposte dalle misure precauzionali dovute al Covid non ci permettono di lavorare in piena libertà dando libero sfogo alla creatività – dice Sorrentino – anche i laboratori in carcere, quelli nei reparti di psichiatria sono “saltati” per gli stessi motivi: il momento è davvero molto molto delicato, il nostro rammarico è enorme ma non c’è altra via». Detto questo se l’attività del gruppo si è fermato non così accade per l’aspetto progettuale. «Quello che stiamo cercando di fare è portare il teatro fuori dal Cagnoni, rendere istituzionale il Teatro Sociale: se riuscissimo a farlo riconoscere come teatro d’arte, sarebbe davvero una svolta determinante – continua Sorrentino – penso a questa iniziativa e immagino, spero, possa diventare un progetto pilota, un tratto fondante per il panorama culturale: l’idea c’è ma occorre recuperare i fondi». Realizzare, in città, «un teatro partecipato – prosegue Sorrentino – abbiamo già l’avvallo di nove Università italiane che hanno dimostrato grande interesse per l’idea, sto parlando delle Università di Foggia, Lecce, Milano, Pavia e molte altre ancora; oltre del vivo apprezzamento di diverse facoltà: scienza della formazione, lettere, filosofia, psichiatria. Ora occorre trovarsi, la Fondazione Peppino Vismara ha manifestato coinvolgimento per il progetto: noi ci auguriamo che l’attenzione continui perché a questa occorre far seguire i fatti, ossia il finanziamento e l’organizzazione dell’intero piano. Quando sarà possibile ritrovarci faremo il possibile per far partire tutto questo». Secondo Mimmo Sorrentino, di questi tempi, «il ruolo del teatro ora, deve essere quello di essere un luogo di speranza – conclude – è importante, determinante, il teatro, ma non indispensabile. Indispensabili sono i medici, gli infermieri. Noi possiamo augurarci di essere un faro, dove si comprende che la possibilità di esprimersi che diamo ai soggetti “sensibili”: coloro che vivono nel disagio, dia loro la chance di potersi esprimere, di essere soggetti sociali: questo è determinante per la loro vita».

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