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    Vigevano, San Pio v rivive nel convegno al San Dionigi

    Un autentico Simposio, in stile dialogo platonico, su una delle figure più emblematiche e significative della storia della Chiesa Cattolica. Nella mattinata di sabato, all’auditorium San Dionigi si è tenuto un convegno volto a celebrare il 450esimo anniversario della scomparsa di Papa San Pio V, colui che con grande impegno si dedicò, tra le tante, a unire i vari principi europei sotto la Lega Santa. Un’alleanza tra i vari sovrani cattolici che consentì ai cristiani di avere la meglio sulla flotta dell’impero ottomano nella battaglia navale di Lepanto, combattuta il 7 ottobre del 1571.

    Nella vita e nella crescita del pontefice, la città di Vigevano ha ricoperto un ruolo significativo, essendo il luogo in cui nel 1519 Antonio Ghislieri, dopo essere entrato a 14 anni nel convento domenicano di Voghera, compì il proprio noviziato.

    l’IMPORTANZA DI PIO V Dopo aver completato la propria formazione umanistica e teologica presso lo studium conventuale, venne mandato allo studium teologico di Bologna, dove ricevette una preparazione di stampo puramente tomista. «Capire gli aspetti più significativi ed emblematici della figura di San Pio è molto importante – è il pensiero di Andrea Sala, assessore con delega alla cultura di Vigevano – gli approfondimenti storici non sono mai fini a sé stessi, anzi ci danno la forza e gli strumenti necessari per ripartire e guardare avanti, specie in questo periodo. Abbiamo bisogno di giornate da utilizzare per effettuare delle riflessioni, per studiare il ruolo e l’importanza che certe figure hanno avuto per il nostro territorio». «Questo convegno si riallaccia alla celebrazione eucaristica che si è tenuta in San Pietro Martire – ha spiegato Don Emilio Pastormerlo – è bello che la nostra città ricordi questo personaggio. Un Santo che ci ha lasciato tanti insegnamenti».

    UN PONTEFICE RIVOLUZIONARIO Al convegno, moderato dal dottor Giovanni Borroni, presidente della società storica di Vigevano, hanno preso parte Don Cesare Silva, storico diocesano, che ha raccontato la vita e la formazione educativa di Antonio Ghislieri, dai suo primi studi, alle riforme più importanti protratte durante il suo pontificato sotto il nome di Pio V, Alessandro Maranesi, rettore del collegio Ghislieri di Pavia, che ha rivelato le ragioni che hanno indotto lo stesso papa Pio V a fondare uno dei collegi più tradizionali ed emblematici di Pavia. «L’intento di Pio V – ha raccontato Alessandro Maranesi – consisteva nel proporre e farsi portatore di un rinnovamento culturale e morale della società, per mezzo della formazione di una classe dirigente che avesse ricevuto un’adeguata preparazione sia dal punto di vista professionale, sia da quello religioso. Il progetto educativo del pontefice era perfettamente espresso nel motto “Sapientia cum probitate morum coniucta humanae mentis perfectio”, ovvero che la conoscenza unita alla sobrietà di costumi porta al perfezionamento della mente. Chiunque abbia voglia di studiare e di costruirsi un proprio bagaglio culturale, deve essere messo nelle condizioni di poterlo fare, a prescindere dalle proprie condizioni economiche. Questo motto viene tutt’oggi ripetuto da tradizione in diverse stanze in cui alloggiano gli studenti del Collegio».

    LA VIGEVANO DEL QUATTROCENTO E per ultimo Marco Bianchi, volto noto della Società Storica Vigevanese, che ha offerto uno spaccato generale della città ducale durante il corso dei primi quattro decenni del XVI secolo. «Nel 1500 – ha raccontato il professor Bianchi – Ludovico il Moro viene sconfitto e catturato dai francesi a Novara e viene imprigionato in Francia, dove muore nel 1508. Con la sua scomparsa, si conclude il periodo di rinnovo urbanistico di Vigevano. Il successivo dominio francese cede a Vigevano il marchese Gian Giacomo Trivulzio, che inizia la lavorazione degli arazzi, producendo grandi capolavori che sono tuttora conservati in musei milanesi e nel tesoro del Duomo di Vigevano. Intanto sul trono di Milano sale Francesco II Sforza, figlio di Ludovico il Moro e nativo di Vigevano; su sua sollecitazione, il 16 marzo 1530 il papa Clemente VII firma a Bologna una bolla con cui si eleva Vigevano al rango di città e sede di Diocesi».

    Edoardo Varese

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