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sabato, Settembre 25, 2021
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    Caritas Vigevano pronta a ospitare gli esuli dall’Afghanistan

    La ressa di fronte all’aeroporto di Kabul con persone pronte a tutto pur di salire su un aereo, i bambini passati ai soldati sopra al filo spinato, le denunce da parte delle donne afghane, che temono di dover tornare indietro di 20 anni sul fronte dei propri diritti. Le notizie che giungono dall’Afghanistan hanno fatto scattare la gara di solidarietà nei confronti degli uomini e delle donne in fuga dal paese asiatico, ormai quasi totalmente nelle mani dei talebani, eccettuata qualche sacca di resistenza.
    Anche la Caritas di Vigevano, seguendo il modello di tante altre diocesi italiane, ha dato la propria disponibilità a ospitare gli esuli.

    Non è detto, comunque, che qualcuno di loro arrivi in terra lomellina, spiega il direttore di Caritas don Moreno Locatelli: «Noi abbiamo dato la nostra disponibilità, ma la procedura è complessa. La questione legata agli arrivi passa da canali istituzionali, gestiti dal Ministero degli Esteri, non si tratta di quell’accoglienza diffusa a cui siamo abituati. Anche perché in Italia arriveranno probabilmente qualche migliaio di persone al massimo: noi, comunque, come Caritas Diocesana abbiamo offerto la nostra disponibilità». Non solo: anche tante famiglie di Vigevano e dintorni si sono offerte volontarie per ospitare profughi in fuga dall’Afghanistan. «Ho effettivamente ricevuto telefonate di diverse persone che hanno offerto la propria disponibilità – conferma don Moreno – non è una cosa semplice, a oggi la situazione è gestita dalle varie Prefetture e l’ospitalità passerà prima dallo Sprar, che è l’ente che gestisce i progetti di accoglienza dei richiedenti asilo».

    La commozione generatasi in seguito alle immagini tragiche provenienti da Kabul e dintorni, soprattutto per quanto concerne la situazione di donne e bambini, ha innegabilmente smosso numerose coscienze: la preoccupazione maggiore, per le autorità italiane, è però quella di dare la precedenza a chi è preso di mira dai talebani. C’è da ricordare poi che le persone, banalmente, non possono essere “teletrasportate” in Italia o altrove, e al momento uscire dai confini del paese è molto difficile: «Per l’arrivo delle persone servono canali diplomatici fra stati – è l’amara constatazione del direttore di Caritas Vigevano – e con l’Afghanistan, in questo momento, è impossibile che ce ne siano».

    Alessio Facciolo

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