24 maggio, Domenica di Pentecoste

Nel Vangelo Gesù entra in mezzo ai discepoli chiusi per paura e dice: “Pace a voi”. È bellissimo pensare che lo Spirito Santo non arrivi quando siamo perfetti, sicuri o senza dubbi.

Arriva proprio lì, nelle fragilità, nelle stanze chiuse del cuore, nei momenti in cui ci sentiamo piccoli. Forse è questo il miracolo più grande della Pentecoste: persone impaurite diventano persone capaci di amare, di annunciare, di vivere con coraggio. Noi questa cosa l’abbiamo sperimentata davvero. Siamo due ragazzi, con sogni, difetti, giornate storte e mille domande sul futuro. Ma dentro il nostro cammino abbiamo incontrato qualcosa di più grande: una presenza viva che ci ha insegnato che amare non significa solo stare bene insieme, ma scegliere ogni giorno di camminare uno accanto all’altro guardando nella stessa direzione. Lo Spirito Santo, per noi, è questo vento che continua a spingere la nostra vita. È quella forza che ti fa rialzare quando sei stanco, che ti insegna a chiedere scusa, che ti ricorda che il bene esiste ancora. È ciò che rende l’amore qualcosa di concreto. In un tempo in cui tutto sembra urlare, correre e consumarsi in fretta, lo Spirito Santo ci insegna invece la bellezza delle cose autentiche: il tempo donato agli altri, una parola buona detta al momento giusto, la capacità di esserci davvero. La Pentecoste ci ricorda che nessuno è troppo giovane per fare la differenza e che anche una vita semplice può diventare testimonianza. Perché il fuoco dello Spirito non fa rumore, ma illumina. E quando lasciamo spazio a Dio dentro di noi, scopriamo che perfino le paure possono trasformarsi in occasioni per amare di più.

La Pentecoste allora non è solo una festa “di Chiesa”. È una chiamata rivolta a tutti. Perché il mondo oggi ha tremendamente bisogno di giovani capaci di portare luce invece di odio, presenza invece di indifferenza, speranza invece di paura. Forse il dono più bello dello Spirito Santo è proprio questo: accendere dentro ciascuno di noi il coraggio di amare senza vergognarsi, di credere che il Vangelo non tolga nulla alla vita, ma la renda immensamente più piena. Noi ci crediamo. E continuiamo a camminare così: con il cuore aperto e con quel fuoco dentro che, ogni giorno, ci ricorda che Dio è vivo e continua ancora oggi a cambiare la vita delle persone.

Cristina Bocca Corsico Piccolino, Filippo Piccolini Parrocchie di Mortara

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