Accade raramente di celebrare in Domenica la memoria di un santo. Dopo la riforma liturgica, infatti, la sottolineatura della centralità del Giorno del Signore, ha eliminato qualsiasi sovrapposizione. Solo di fronte ad alcune solennità particolarmente significative questa norma cede il posto ad una celebrazione che valorizza aspetti fondamentali del mistero cristiano.
È il caso di questa domenica nella quale la Chiesa ricorda le figure di Pietro e Paolo, colonne non solo delle prime comunità cristiane ma della comunità credente di ieri e di oggi. La Parola ci riporta così ai primi passi dell’annuncio del Vangelo con le persecuzioni sofferte dagli apostoli e l’intervento di Dio che salva i suoi eletti e li libera da ogni catena, ma che al tempo stesso gradisce l’offerta della vita di chi la dona con gioia perché la Grazia raggiunga ogni uomo. Fondamento di questo stile è la persona stessa di Cristo e la fede in Lui, testimoniata e confessata con coraggio a Cesarea di Filippo da colui che diventerà il capo del Collegio apostolico. “Tu es Petrus…” La risposta che il Maestro dà al suo discepolo fragile e al tempo stesso ardente nella testimonianza diventa la prima elezione di quel Vicario al quale, dopo la Resurrezione , sarà chiesto di “pascere” il gregge santo di Dio.
In comunione con questo centro, la missione alle genti diventa con Paolo avventura dello Spirito donato ad ogni uomo, indipendentemente dall’appartenenza a un popolo specifico.
Questa universalità della salvezza è l’entusiasmante mistero della Chiesa Cattolica che continua oggi nel ministero dei vescovi e dei presbiteri in unità nella carità con il Papa. La festa di domenica allora parla di noi, parla dei battezzati chiamati ad entrare a far parte attivamente di questo progetto di Dio che si dipana lungo la storia attraverso l’eccomi disponibile di chi lascia le reti per seguire Cristo e le mille conversioni di chi in modo misterioso è raggiunto dalla voce del Signore che lo chiama dal buio alla luce della fede vera. Nel canto del Gloria e nella Professione della fede che accompagneranno l’Eucaristia domenicale, ognuno avrà la possibilità di rendere grazie per il dono grande del battesimo e al tempo stesso di invocare, attraverso l’intercessione dei santi Pietro e Paolo, il coraggio e la forza per dire con la vita il “credo“ professato con la voce, fino all’effusione del sangue se necessario, come ricordato dal colore rosso dei paramenti. La straordinarietà di questo “ottavo giorno” diventa allora un percorso di ordinarietà per un cristiano che vuole vivere fedele a questo nome. La sfida è grande, ma proprio l’apostolo delle genti e la “pietra” su cui si fonda la chiesa ci mostrano che “nulla è impossibile” a “Colui che ci dà la forza”.
don Carlo Cattaneo


