Cosa resta quando finisce qualcosa di così grande? È quello che si chiedono i 40 animatori del Grest di Mede (con don Renato Passoni a capo del vicariato) che dal 9 giugno al 4 luglio ha visto la partecipazione di circa 150 ragazzi, sotto lo sguardo attento del viceparroco don Alessio Casoni.
VOCI CHE RESTANO «Restano i volti, le voci, i legami. – racconta un giovane educatore – Resta la gioia che ha riempito ogni angolo dell’oratorio, i sorrisi che si sono incrociati tra giochi e corse, le emozioni condivise ogni singolo giorno. Il Cre-Grest 2025 è giunto al termine, lasciando dietro di sé quattro settimane cariche di sentimenti indelebili. Ogni giornata iniziava con un’energia contagiosa: tra l’accoglienza del mattino e la preghiera prendeva vita uno dei momenti più attesi e amati, le scenette, che quest’anno ci hanno trasportati nel magico mondo di Narnia. Un viaggio tra fauni, leoni e streghe che i ha parlato al cuore di tutti: piccoli e grandi».

CUORI PIENI E poi i laboratori creativi, i giochi a squadre, le partite sotto il sole rovente attenuato dalla piscina del giovedì. I pranzi una festa di voci e racconti, i pomeriggi un susseguirsi di tornei e momenti di relax. quindi la serata finale, con gli occhi lucidi, i cuori pieni, le famiglie presenti e l’emozione che rinfrescava l’afa estiva: un momento che ha chiuso con dolcezza e gratitudine un’esperienza che resterà impressa nella memoria di tutti. «In queste settimane tutti noi, bambini e animatori, abbiamo costruito qualcosa di prezioso: un legame autentico, fatto di fiducia, collaborazione, ascolto e tante, tantissime risate. Ognuno ha lasciato il proprio segno e ricevuto qualcosa che lo accompagnerà anche dopo la fine del Grest. E ora che tutto è finito, ci sentiamo un po’ vuoti, un po’ tristi. Ma è proprio nei momenti di nostalgia che si capisce quanto qualcosa sia stato importante». Un Grest unico, travolgente e indimenticabile. E anche se il suo capitolo si è chiuso, bambini e animatori viaggeranno ognuno per la propria strada non solo con il cuore pieno di nostalgia e gioia ma anche con un bagaglio diverso, pieno di profonde condivisioni, nuove amicizie, ricordi indelebili, insegnamenti preziosi.
Perché, in fondo, questo Grest 2025 ha fatto proprio così: ha bussato, “Toc Toc”, alla porta del nostro cuore. E noi l’abbiamo aperta, lasciandoci travolgere da una storia fatta di volti, sogni e sorrisi che ci accompagneranno per sempre. Il Cre-Grest 2025 finisce qui. Ma ciò che abbiamo vissuto no. Quello resta per sempre.



GENERAZIONI Soddisfazione anche a Pieve del Cairo con 45 iscritti e 15 animatori, e a Frascarolo con 50 bambini e 15 educatori. «Il tema ispirato alle Cronache di Narnia – commenta il parroco dei due paesi, don Luca Discacciati – ha funzionato, e i ragazzi si sono divertiti arricchendosi anche spiritualmente. Da Pieve siamo anche andati in gita al mare, ad Alassio». Così, infine, il parroco di Lomello, don Roberto Signorelli, riassume le tre settimane di Grest che hanno animato l’oratorio San Luigi Gonzaga, con una cinquantina di iscritti e uno staff di 15 animatori, cuochi, educatori e insegnanti: »È stata un’esperienza positiva, un tempo estivo disteso, rilassato, per dare più continuità al rapporto intergenerazionale tra adulti, adolescenti e bambini, che è molto importante».
Davide Zardo

