Comandamenti / Dove nasce il cuore nuovo

“Non desidererai la casa del tuo prossimo. Non desidererai la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo né la sua schiava, né il suo bue né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo”: così nel Libro dell’Esodo si conclude la sequenza dei Dieci Comandamenti.

UN’APPENDICE? In quella che può sembrare una semplice appendice – diciamocelo pure, che ci sembra tutto sommato trascurabile, alla luce delle altri grandi Parole – ci viene, in verità, offerta la chiave interpretativa di tutto quello che ci è stato fin qui detto. A fare da perno è niente meno che il desiderio. La parola desiderio, si sa, etimologicamente significa “dalle stelle” (de-sideribus), come a ricordarci che c’è un legame stretto tra le stelle (il Cielo, cioè Dio da cui proveniamo e a cui aneliamo) e il nostro desiderio che è aperto all’infinito, che niente se non  l’infinito può saziare. Non c’è desiderio che non sia tensione all’infinito e, quando si spegne o si guasta il “de-siderio” andiamo incontro a un “dis-astro”. La questione è dunque seria, drammaticamente seria, perché l’ultimo comandamento (sono due ma li consideriamo uno solo, come due facce di una stessa medaglia) fa sorgere la domanda su come sia possibile smettere di desiderare il male.

UN CUORE NUOVO Non possiamo accontentarci che i nostri atti esternamente siano conformi alla legge divina, ma occorre poter guarire il cuore nella sua radice profonda. Per dirla con le parole di Ezechiele e di Geremia, ci vuole un cuore nuovo, quel cuore di carne che Dio ha promesso di darci. Questa è l’opera santificatrice dello Spirito Santo. In una catechesi Papa Francesco disse che “è vano pensare di purificare il nostro cuore in uno sforzo titanico della nostra sola volontà: questo non è possibile”. Chi mi libererà da questo copro di morte? Era questo il grande interrogativo di San Paolo, ed è anche il nostro stesso grido. Il cammino alla scoperta delle Dieci Parole, passo dopo passo, ci ha messo di fronte alla nostra povertà, al nostro bisogno di essere liberati da una radice di morte che è dentro di noi. Tutti i peccati che noi commettiamo nascono da un desiderio malvagio. Gesù è stato chiarissimo: “Dal di dentro, infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo”.

LO SPIRITO IN DONO C’è dunque ancora un passo da fare: rivestire i panni del mendicante per accogliere il dono dello Spirito Santo, l’unico che può riversare in noi la vita stessa di Dio. Davvero Dio è l’unico capace di rinnovare il nostro cuore, a patto che noi glielo apriamo. Gli ultimi due comandamenti, portandoci al di là dei singoli atti peccaminosi e spostando l’attenzione ai moti del cuore, ci invitano a combattere il disordine dei desideri per aprirci alle esigenze dello Spirito. Solo lo Spirito Santo, infatti, ci permette di non confondere il desiderio di totalità con i piccoli desideri particolari con tutte le loro false risposte, per non soccombere alla loro tirannia. Come diceva Dostoevskij: “Se gli uomini fossero privati dell’infinitamente grande, non potrebbero più vivere e morirebbero disperati”. L’ultima parola del Decalogo anziché chiudere la partita, ci rimette in gioco e ci incoraggia a tenere lo sguardo dritto verso Dio per imparare da lì la vera umanità.

don Paolo Ciccotti 

Le ultime

Sforzesca, furto nella villa del conte: arrestate due persone

notizia in aggiornamento Furto nella notte tra martedì e mercoledì...

Mede, spaccata da Elifed: ladri in fuga con le motoseghe

Spaccata con un'auto ariete nel negozio di articoli da...

Vigevano, rubate cinque bici da corsa nel magazzino di Dondè Racing Team

Furto di biciclette da corsa nel magazzino di Dondè...

Vigevano, riaperti stamattina i cancelli del parco Parri

Il parco Parri riapre finalmente i suoi cancelli. Dopo...

Login

araldo
araldo
L'Araldo Lomellino da 120 anni racconta la Diocesi di Vigevano e la Lomellina, attraversando la storia di questo territorio al fianco delle persone che lo vivono.