La Divina Comunione

Bisogna ringraziare l’allora papa Giovanni XXII che estese questa festa solenne della Trinità a tutta la Chiesa latina. Ciò avvenne nel 1334, anche se era già presente da tempo una particolare e attenta devozione verso il mistero del Dio Uno e Trino. Nell’attuale Messale Romano la dicitura è “Santissima Trinità” e la sua collocazione liturgica continua a essere la domenica dopo Pentecoste.

EVANGELIZZARE Perché liturgicamente proprio dopo Pentecoste? Questa domanda è d’aiuto per comprendere il senso della Solennità. Il Vangelo di Matteo termina con il mandato missionario del Risorto nel segno della Trinità (Mt 28,19-20) ed è proprio a partire dalla Pentecoste che la Chiesa assume la missione evangelizzatrice. Inoltre con la discesa dello Spirito Santo si è rivelata compiutamente la Trinità. Il legame liturgico Pentecoste-Trinità può benissimo condurre, ciascuno di noi, alla contemplazione del nostro Dio come Comunione, in quanto il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo anche se hanno sempre agito insieme, ora questa loro “identità” è dichiarata, come dire, ufficialmente e, non di minore importanza, donata ai cristiani a partire dal Battesimo inserito nel cammino della Iniziazione cristiana.

VIVERE LA TRINITA’ Se non è facile spiegare e far comprendere il mistero di Dio Uno e Trino con tutti gli addentellati riflessivi-teologici, neppure è così spontaneo e immediato viverlo nella quotidianità. Il nostro Dio, che la Parola di Verità ci ha rivelato, è Uno nella sostanza ed è Trino nelle persone. Unità e Trinità cioè Dio che è Comunione in Sé “congenita”. Non è una Comunione chiusa in se stessa, per essere un circolo riservato solo ai soci, non è una Comunione escludente, anzi includente («ti battezzo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo»), aperta

dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia, Gv 1,16

coinvolgente («disse loro: “Ma voi, chi dite che io sia?”», Mt 16,15), responsabilizzante («voi stessi date loro da mangiare», Lc 9,13, e «dopo questi fatti il Signore designò altri settantadue discepoli e li inviò a due a due avanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi», Lc 10,1). Dio Trinità e Unità è una Comunione, anzi la Comunione. Per noi cristiani è questa quella che vale in senso ontologico, esistenziale, sacramentale.

MISTERO Durante l’anno liturgico un Giorno del Signore è riservato alla celebrazione del mistero della Santissima Trinità per far crescere il popolo di Dio nella consapevolezza che tutta la preghiera cristiana «ha come destinatario il Padre, per la mediazione di Gesù Cristo nella potenza dello Spirito Santo». La Santissima Trinità porta con sé il detto che è un “mistero”. Bisogna ricordare che qui, come altrove, il termine mistero non indica solo l’impossibilità a comprendere appieno, ma anche progetto, senso di vita. E per noi cristiani ci potrebbe essere un altro progetto di vita se non quello di crescere nella Comunione della Santissima Trinità, dal momento che in questa e da questa Comunione siamo immersi e segnati?

don Giancarlo Vergano

Le ultime

Vigevano, adesca un uomo e lo deruba: 40enne arrestata

Adesca un uomo su un'app di incontri, gli ruba...

Tumore al seno, ricostruire il benessere femminile

Il tumore al seno tra scienza e resilienza. È...

Sannazzaro, finisce con l’auto in una scarpata: salvato dai Vigili del fuoco

L'intervento dei vigili del fuoco ha salvato un uomo...

Michele Peroni, un cuore infinito

Michele Peroni torna a prendersi quello che il destino...

Login