I ragazzi di Pieve Albignola, fino a poco tempo fa, erano costretti a raggiungere con mezzi propri l’oratorio di Sannazzaro, punto di riferimento dell’Unità pastorale di “Santa Maria alla fontana”, per poter trascorrere qualche pomeriggio insieme tra giochi, attività e momenti di aggregazione.
PUNTO DI RIFERIMENTO Adesso invece possono tornare a vivere gli spazi del loro paese: domenica ha infatti riaperto il rinnovato oratorio della parrocchia dei Santi Pietro e Paolo, restituito alla comunità grazie all’impegno di un gruppo di volontari che nelle ultime settimane ha lavorato per sistemare i locali interni e la vicina area sportiva all’aperto. A tagliare il nastro è stato il parroco don Luca Girello, circondato da bambini, famiglie e parrocchiani arrivati per festeggiare una riapertura attesa da tempo.
La speranza – spiega il sacerdote – è quella di ridare ai ragazzi un luogo di incontro, gioco e crescita qui a Pieve Albignola. Per ora l’oratorio resterà aperto almeno fino all’estate, poi molto dipenderà dalla partecipazione delle famiglie e dalla presenza dei bambini. Sarebbe bello riuscire a farlo tornare un punto di riferimento stabile per il paese.
La riapertura dell’oratorio rappresenta anche un piccolo segnale di vitalità per una comunità che, come molte altre in Lomellina, negli ultimi anni ha dovuto fare i conti con il calo demografico. Pieve Albignola oggi conta circa 790 abitanti, mentre nel 2000 erano oltre 920, ma il paese prova lentamente a invertire la rotta e a costruire qualche occasione in più per trattenere giovani famiglie e bambini.

NUOVE ENERGIE A lavorare in questa direzione sono il Comune guidato dal giovane sindaco Yuri Bruni, la parrocchia e alcune realtà imprenditoriali locali, accomunate dall’idea che anche i piccoli centri possano ritrovare energie nuove partendo dai servizi, dagli spazi condivisi e dalla socialità. Tra i temi che alimentano le speranze della comunità c’è anche il tanto atteso casello autostradale sulla A7, considerato una possibile occasione di rilancio economico e di sviluppo per l’intera zona. Intanto però si cerca di valorizzare ciò che già esiste. Un esempio è la biblioteca ospitata nella stazione ferroviaria, che ha permesso di restituire ai cittadini uno spazio che altrimenti sarebbe rimasto chiuso e inutilizzato. A questo si aggiunge la conferma dell’apertura della scuola elementare anche per il prossimo anno scolastico, elemento importante per un paese di queste dimensioni, e la prospettiva dell’arrivo di due nuovi commercianti. Piccoli passi, certo, ma sufficienti per riportare un po’ di movimento tra le vie di Pieve Albignola e per alimentare l’idea che anche nei centri più piccoli si possa ancora costruire qualcosa, senza rassegnarsi lentamente al silenzio e alle serrande abbassate.
Davide Zardo


