«Rinnovare la Cresima»

Di fronte alla questione Cresima e alle sue problematiche, vale quanto si dice di tanti altri aspetti della pastorale: «Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare sempre le stesse cose». Per una prospettiva futura della Chiesa si impone necessariamente un cambiamento di mentalità pastorale, frutto di un forte discernimento che fa leva sul richiamo continuo del Papa: “si deve cambiare”. Ma come?

RISCOPRIRE LA FEDE Certo non è facile, perché occorre recuperare la bellezza e la freschezza della Fede come incontro con il Signore Gesù che fa passare da un Cristianesimo di conservazione, consolazione e del “ tutto va bene”, ad un Cristianesimo di scelta, di risposta consapevole, di un innamoramento che porta alla testimonianza. Allora, penso sia importante guardare negli occhi i nostri cresimandi che stanno vivendo un’età splendida e un momento importante della loro crescita umana e religiosa. Chiediamoci poi che consapevolezza hanno o devono avere e quanto incide nel loro vissuto l’abbondanza dello Spirito che invochiamo su di loro.

Certamente stiamo facendo loro un grande dono, ma quali energie impieghiamo nel preparare le condizioni per accoglierlo?

UN NUOVO CAMMINO Sicuramente è valida e realistica la preoccupazione esistente della nostra pastorale sul modo di prepararsi ai Sacramenti in generale e alla Cresima in particolare, non per nulla è in atto nella nostra Diocesi la revisione del cammino dell’iniziazione cristiana. Certo non possiamo rassegnarci alla ormai consolidata tendenza che la Cresima, Sacramento della maturità cristiana, diventi “l’abbandono” decretato e spero non condiviso di fatto dai genitori, Sacerdoti e catechisti. Occorre anche credere al ruolo determinante dello Spirito Santo che tante volte sembra dimenticato. La maturazione della consapevolezza del dono di esser cristiani nasce dall’esperienza concreta e progressiva di vita di questi ragazzi. Il contesto sociale è cambiato e sono venute mento tante protezioni e sicurezze.

IL CONTESTO Poniamoci qualche interrogativo: in che contesto e ambiente familiare vivono? Li aiutiamo a pregare, a riflettere e a superare le tante, anche se piccole, contraddizioni della loro crescita? Per tanti subiscono ancora il catechismo e lo vedono come un obbligo distaccato da una vita di oratorio vivace, dal contesto Liturgico settimanale, da piccole richieste di servizio verso gli altri, senza intravedere un pur minimo posto nella vita della comunità.

IL RITO E’ importante anche come si preparano alla Celebrazione del rito, perché spesso sono ingessati, non disponibili né al canto né alle risposte, tanto meno ad una preparazione consapevole. Si tratta allora di indirizzarci verso una Chiesa che attraverso i suoi riti, nono solo prepara gli adulti nella Fede, ma verso una Chiesa che forma adulti capaci di testimoniare la vita buona del Vangelo alle nuove generazioni e anche alla società . E’ giusto parlare tanto del futuro della Chiesa, ma anche decidersi ad edificare la Chiesa del futuro nella disponibilità piena all’azione dello Spirito che sempre interpella la sua Chiesa.

mons. Angelo Croera

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