Come ogni anno, mercoledì 1 aprile si è svolta la camminata dei maturandi al Santuario della Madonna della Bozzola. L’evento è stato aperto alle 8 in piazza Ducale a Vigevano da don Riccardo Campari, seguito dalla benedizione di monsignor Angelo Croera, vicario del Vescovo, e per la prima volta dal saluto dell’Imam della Comunità islamica di Vigevano, Abdelaziz Raghab. La loro presenza è stata significativa per i ragazzi, i quali hanno partecipato collettivamente alle preghiere d’apertura.
È importante – ha detto don Campari durante l’introduzione – che siano presenti le due figure più importanti dal punto di vista religioso per un saluto ai giovani.
Successivamente, circa 400 tra studenti e professori si sono incamminati verso il santuario, seguendo un percorso di 14 chilometri che attraverso le campagne della Lomellina li ha condotti a destinazione vero le 12.30. Durante il viaggio si respirava uno spirito di amicizia e di condivisione, soprattutto in nome degli anni passati insieme e in vista della prova che attenderà tutti a giugno. «È stato bello vedere il modo in cui gli studenti hanno affrontato la camminata — racconta Marco Imperatori, professore di Storia e Filosofia del liceo Cairoli — perché si è vista la stessa determinazione che uscirà all’esame: anche se erano stanchi, l’hanno portata a termine senza indugi». Il fascino di questo evento è confermato dalle interazioni tra studenti di realtà diverse: «Ci è piaciuto anche perché ci siamo potuti incontrare e confrontare con amici di altre scuole, che in un contesto scolastico usuale non avremmo potuto vedere», spiegano alcuni studenti di diversi istituti, sottolineando come tutto ciò abbia creato un’unione ed un’omogeneità che sono andate ben oltre l’ambito scolastico. Complice anche la fatica della camminata, una volta giunti a destinazione, i ragazzi soddisfatti e un po’ spossati si sono concessi un momento di riposo tra risa e scherzi, in attesa di partecipare alla Santa Messa conclusiva. Al di là dell’esperienza piacevole, il forte valore spirituale dell’evento è quello della strada come metafora della vita. «È importante vivere la componente fisica del cammino — ha ribadito monsignor Croera — ma anche quelle della mente e del cuore, solo così si può raggiungere la felicità».
Gregorio Lozia


