Dopo un’estate priva d’acqua… la prima pioggia manda in tilt i treni. È stata letteralmente la tempesta perfetta quella che, per giorni, ha messo in crisi i pendolari della Milano-Mortara, linea già funestata da disservizi frequenti.
PRIMA IL FULMINE Mercoledì 9 settembre un fulmine intorno alle 6.30 di mattina ha colpito e pesantemente danneggiato una centralina che comanda e controlla i passaggi a livello tra Abbiategrasso e Vigevano causando l’avaria degli stessi per molte ore e di fatto spezzando il servizio in due tronconi: Mortara-Vigevano e Abbiategrasso-Milano con servizi bus sostitutivi tra Vigevano e Abbiategrasso, presi d’assalto dai viaggiatori. Neanche il tempo di riattivare la circolazione che poco dopo mezzogiorno si sono guastati due scambi, uno ad Albairate e l’altro ad Abbiategrasso, con un ennesimo spezzettamento della linea questa volta tra Mortara e Abbiategrasso e Albairate e Milano che è durato diverse ore, sommandosi al problema precedente.
CORSE SOPPRESSE Il bilancio alle ore 23 indicava 12 corse soppresse totalmente, 16 corse soppresse parzialmente, 30 corse in ritardo, molte delle quali anche di oltre 60 minuti.
I guasti possono avvenire, la loro frequenza e impatto sono però preoccupanti – è il commento dell’associazione Mimoal – ma quello che anche questa volta è mancata è stata la gestione e la comunicazione degli eventi.
ACQUA IN STAZIONE Il maltempo dei giorni successivi ha avuto un impatto sulle infrastrutture della linea, persino a Milano: è bastata una notte di temporale per fare precipitare la situazione a San Cristoforo, uno degli scali più frequentati dai pendolari lomellini. L’unico sottopassaggio della stazione si è completamente allagato, trasformandosi in una piscina e rendendo impossibile il passaggio. Di fronte all’acqua alta e senza alcuna alternativa praticabile per raggiungere l’uscita o cambiare banchina, i pendolari si sono ritrovati costretti a fare l’unica cosa possibile, per quanto pericolosa. Attraversare direttamente i binari a piedi.

«L’episodio di San Cristoforo è purtroppo solo la punta dell’iceberg di un malessere quotidiano. Chi si sposta su rotaia deve fare i conti con un quadro da bollettino di guerra da parte di Trenord. Scioperi continui, guasti improvvisi ai convogli, problemi tecnici alle linee e un’incertezza perenne sugli orari. Tratte brevi che in condizioni normali richiederebbero appena mezz’ora di viaggio si trasformano sistematicamente in viaggi estenuanti di due o tre ore» è la testimonianza di una pendolare. Come se non bastasse, la stazione di San Cristoforo difetta anche sul fronte dell’accessibilità. La totale assenza di ascensori o rampe adeguate trasforma la struttura in una trappola. «Immaginiamo il calvario di chi si muove in carrozzina, degli anziani o di chi cammina con le stampelle – spiegano i fruitori della stazione – costretti prima a scendere a fatica le scale verso un sottopasso allagato e poi a fare i conti con l’impossibilità fisica di uscire. Una barriera architettonica e sociale intollerabile che trasforma ogni spostamento in un’umiliazione».
Giulia Drago
Alessio Facciolo

