Domenica 7 e lunedì 8 giugno Fabio Farina e Vittorio Testa si affronteranno al ballottaggio e uno di loro sarà il nuovo sindaco di Mortara, uno di loro guiderà la città dell’oca per i prossimi 5 anni. Farina si presenta con i favori dei pronostici, perché insieme alla sua lista civica “Sveglia Mortara”, al primo turno del 24-25 maggio ha ottenuto un vantaggio di 5 punti, 37.97%, sul suo sfidante del centrodestra, che si è fermato al 32.90%, nonostante una coalizione composta da 6 liste (Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Noi Moderati, Lombardia Ideale, ViviAmo Mortara). La scaramanzia è d’obbligo, anche perché non è un mistero che il ballottaggio comporti spesso un calo del numero di persone che si recano alle urne rispetto al primo turno.
Nel 2022 infatti a Mortara al primo turno andò a votare il 52.77% degli aventi diritto, ma al secondo l’indice si fermò al 40.77%. Ciò non impedì a Ettore Gerosa, l’ex sindaco venuto a mancare un anno fa in un incidente stradale, di avere la meglio sul suo avversario Luigi Tarantola. Venendo a oggi, entrambi i contendenti (Farina prima, Testa poi) hanno dichiarato di voler convincere quanti più elettori possibili ad andare a votare, in sostanza entrambi vogliono combattere l’astensionismo. Ma questo scenario, numeri alla mano, a chi conviene? A guardar bene, è Testa a dover sperare di portare quanti più cittadini dalla sua parte, dato che si presenta al ballottaggio con circa 300 preferenze in meno rispetto a Farina. La domanda che sorge spontanea è da dove proverà a pescare tutti questi voti per riuscire a superare lo svantaggio, considerando che sia lui sia gli esponenti di centrodestra hanno detto che non si faranno «apparentamenti». I 1.185 voti di Max Farrell, candidato del centrosinistra arrivato terzo al primo turno, possono fare gola. La coalizione di Farrell (Rifondazione, Pd-AVS) non farà accordi, ma allo stesso tempo lascia ai singoli cittadini
la scelta per il ballottaggio – fa sapere Farrell – in piena coscienza e libertà.
A Testa per vincere servono voti, questo è assodato. A Farina, per diventare sindaco, sarà sufficiente confermare o per lo meno andare vicino, al risultato ottenuto durante il primo turno. A differenza di quattro anni fa Laura Gardella non potrà rappresentare l’ago della bilancia. Pochi, anche considerando apparentamenti, i suoi 472 voti per poter sperare di indirizzare, in un senso o nell’altro, l’esito di questo ballottaggio. Discorso analogo per Giusi Figliano, che di preferenze ne ha ricevute 170 al primo turno. Insomma i pronostici dicono Farina, ma in politica si sa, non è mai detta l’ultima. Farina e Testa si preparano quindi ad affrontarsi nell’ultimo round e dopo mesi di commissariamento, anche Mortara avrà il suo nuovo primo cittadino.
a cura di Edoardo Varese
1Farina è ottimista: «È il momento dell’impegno»
«Il sindaco ideale è una persona capace di trasformare i bisogni dei cittadini in progetti concreti, amministrando con trasparenza, competenza e senso di responsabilità. Non governa dall’alto, ma cammina accanto alla propria comunità, ascoltandola ogni giorno».
NESSUNA ALLEANZA È così che Fabio Farina, candidato si “Sveglia Mortara” si presenta a un ballottaggio che lo vede favorito rispetto al suo avversario Vittorio Testa. Farina ha gà detto che non farà apparentamenti, se non «con i cittadini di Mortara – dichiara – non è ancora il momento dei calcoli, ma quello dell’impegno concreto e della dedizione verso la nostra città». Uno dei primi impegni promessi da Farina è sulla sicurezza. Il candidato di “Sveglia Mortara” riparte infatti dalle firme raccolte dai cittadini per chiedere il ritorno della Polizia Ferroviaria a Mortara: «Quelle firme – continua Farina – rappresentano oggi il documento politico più importante sul tema. «Sono la prova concreta che la richiesta della Polfer non nasce nei palazzi della politica ma tra i pendolari, i residenti e chi vive quotidianamente la stazione. Dal 2015, anno della chiusura del presidio, la città ha assistito a una lunga sequenza di annunci, incontri istituzionali e dichiarazioni favorevoli.
Più volte il ritorno della Polfer è stato dato come vicino, ma nessuna delle promesse formulate negli anni si è tradotta nella riapertura del presidio.
TANTI VOTI Con il 37.86% Farina è stato il vincitore del primo round e la sua lista si è posizionata davanti a tutte le altre. In caso di vittoria, Farina conterebbe su dieci consiglieri di maggioranza a sostenerlo. Nella sua lista ad aver ottenuto più preferenze è stata Sabrina Brombal, consigliere uscente di AsM (ma anche in passato aveva ricoperto lo stesso incarico) che ha raggranellato 378 voti personali. Solo uno più di Elio Pecchenino, che ne ha ottenuti 377. Ex assessore della Lega, ora è medico odontoiatra ed è un personaggio di spicco di una lista che, va detto, ha visto tutti e 16 i suoi candidati consiglieri rocevere buoni consensi. Farina, intanto, promette aiuti anche alle associazioni di volontariato presenti in città: «Non sono un costo – continua – ma il cuore della nostra comunità. Dalla protezione civile alla cultura, dal sociale alla tutela degli animali e alla lotta contro il randagismo, ogni giorno centinaia di volontari dedicano tempo, energie e passione al bene comune. Un’amministrazione seria deve sostenere chi lavora davvero per il territorio, con trasparenza, rispetto e collaborazione concreta. Per questo assicuriamo più sostegno alle associazioni, più forza alla comunità e più attenzione a chi aiuta gli altri».
DIGITALE Attenzione anche per il digitale: «Dai servizi online alla trasparenza amministrativa, dalla comunicazione con i cittadini alla riduzione della burocrazia, una pubblica amministrazione moderna deve rendere più semplice, veloce e accessibile il rapporto tra Comune, famiglie, imprese e associazioni».
2Testa lancia la sfida: «Partiamo dallo zero a zero»
«Partiamo dallo zero a zero. La nostra forza è rappresentata dalla concretezza del nostro programma elettorale: serio e realizzabile, senza voli pindarici».
PARTE DA ZERO A ZERO Vittorio Testa, candidato del centrodestra, con le sue sei liste (Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Noi Moderati, Lombardia Ideale, ViviAmo Mortara) non è ancora arreso, certo dovrà compiere un miracolo se vuole superare lo svantaggio che ha nei confronti di Farina. Non farà apparentamenti politici, nemmeno con Max Farrell, che era arrivato terzo al primo turno con il 20%: «Noi parliamo a tutti i cittadini – sottolinea Testa – cercando di spiegare la bontà del nostro progetto. Una città come Mortara, la quarta città della Provincia, non può finire in mano a chi sta facendo dell’antipolitica una bandiera. Vorrebbe dire rimanere scollegati dagli enti territoriali superiori e questo sarebbe gravissimo».
LE PROPOSTE In caso di vittoria, le priorità dei primi 100 giorni saranno sicurezza, viabilità e raccolta differenziata: «Tre sostanzialmente i punti da realizzare. Ripristino della viabilità cittadina allo status quo ante rispetto le ultime modifiche dei sensi unici. Questo permetterà di alleggerire il traffico su corso Garibaldi e renderà il centro città più facilmente raggiungibile. Poi istituiremo il presidio della Polizia locale nella stazione ferroviaria, in attesa di riportare gli agenti della Polfer: quest’ultimo punto è di particolare rilevanza ed è una strada percorribile grazie alla politica che collega Mortara alla Regione fino al Governo nazionale. L’ultima priorità riguarda la raccolta rifiuti con il passaggio dal “porta a porta” a conferimento diretto nei cassonetti posizionati in “isole ecologiche”. Sarà inoltre indispensabile individuare un operature unico in grado di occuparsi di raccolta rifiuti, spazzamento strade e manutenzione del verde». Una gestione efficiente e puntuale della piscina e dello stadio di via Trento sono invece le proposte per valorizzare lo sport: «Mortara ha una lunga storia di eccellenza sportiva, è arrivato il momento di custodirla insieme. Partiremo dalla manutenzione delle strutture, in modo da restituire ai cittadini impianti moderni e funzionali.
Lavoreremo per la promozione e il sostegno delle eccellenze sportive locali, anche attraverso eventi aggregativi, come la settimana dello sport. E sarebbe ora di consegnare il manto erboso sinstetico al campo sportivo.
BASSA AFFLUENZA Un tema che i due candidati dovranno affrontare è il calo di elettori che si verifica al ballottaggio: «È forse impossibile invertire il trend. Probabilmente al ballottaggio si recherà alle urne il 40% degli aventi diritto. Noi cerchiamo di spiegare l’importanza di scegliere direttamente senza delegare. Da una parte c’è una visione di crescita e sviluppo con lo sguardo teso ai prossimi 10 anni, dall’altra c’è il voto di protesta. Saranno i cittadini a dover scegliere da che parte stare e da chi farsi governare».