#Donarevalequantofare, il racconto: «L’amore per essere testimoni di carità»

«Ricordo un padre di famiglia che dopo aver perso il lavoro aveva speso l’ultimo euro nelle macchinette da gioco: per lui l’unica strada era quella, da sfogo era diventata una dipendenza». È solo una delle tante storie che don Moreno Locatelli incontra quotidianamente nel suo ruolo di direttore della Caritas diocesana di Vigevano. Un compito che gli permette di aiutare tante persone colpite da ogni tipo di povertà.

«Quando il figlio 17enne ha capito che il papà non poteva mantenerlo, gli ha dato del fallito. È un grande peso sulla coscienza, un giudizio così grave da chi ami di più. La Caritas cerca di non perdere

l’obiettivo principale, pedagogico ed educativo, dell’amore al prossimo, in modo che l’oggetto di attenzione all’amore diventi testimone della carità.

La povertà oggi è a 360°, e la pandemia ha aggiunto fragilità. Ci sono tante situazioni di marginalità che colpiscono chi fa più fatica. L’importante è provare a lavorare sul lungo termine, al di là dei bisogni immediati che mettono continuamente sotto pressione. Sarebbe bene prevenire. Meglio trovare un lavoro sicuro fra tre anni, o un’occupazione precaria adesso? Purtroppo in emergenza non si ha mai tempo di programmare».

Poi c’è l’aspetto dell’attenzione alle comunità parrocchiali, che non devono dare solo aiuto pratico, ma stare attente alla formazione per educare l’intera comunità cristiana: «In modo che non ci si affidi a un solo benefattore che “dall’alto” aiuta un po’ come vuole lui. Un po’ ci sta, ma non deve diventare un’abitudine. Il mio ruolo è quello di tenere assieme i vari rami delle povertà classiche, materiali, sociali, culturali, le dipendenze. Dall’altro lato devo motivare chi collabora con me, ritornando agli obiettivi della Caritas. Non dobbiamo andare solo alla messa domenicale, ma essere testimoni del Vangelo con gesti di carità che comportano più fatica. Non è solo un gesto filantropico, ma è amare Dio attraverso i fratelli. Anche gli operatori non cristiani devono cercare di essere un segno dell’amore di Dio».

Don Moreno Locatelli

Importante l’incontro con situazioni di fragilità che superano il confine della competenza spirituale, la povertà intellettuale diffusa, non una povertà astratta. «Secondo le statistiche il 30% delle persone è rimasto fuori dal giro del lavoro, e di questo 30% il 40% non si è ancora reinserito, non ce l’ha fatta. Padri di famiglia, genitori mono-parentali, famiglie separate. Dall’altra parte poi ci sono industriali che dicono che non trovano operai, e dietro questa richiesta di mano d’opera ci sono competenze che non riguardano il nostro territorio. Stiamo facendo più fatica di altri, è un quadro drammatico di un periodo che apre in pandemia, e non so quando ne usciremo. D’altro lato questa emergenza ha fatto uscire le potenzialità che aveva il territorio. La Caritas sta mostrando di aver acquisito competenze che il territorio le riconosce. Le collaborazioni in rete hanno unito di più chi si è speso per la comunità».

Davide Zardo

Le ultime

Sannazzaro, incidente sul lavoro in raffineria: due feriti

Incidente sul lavoro martedì pomeriggio alla raffineria di Sannazzaro...

Garlasco, chiesto il rinvio a giudizio per Andrea Sempio

notizia in aggiornamento La Procura di Pavia ha chiesto il...

Robbio, ladri acrobati svaligiano un appartamento: rubati quattro anelli d’oro

Sono quattro anelli d’oro il bottino di un furto...

Gravellona-Cassolnovo, si schianta contro un albero: 56enne grave

Perde il controllo della sua auto e si schianta...

Login

araldo
araldo
L'Araldo Lomellino da 120 anni racconta la Diocesi di Vigevano e la Lomellina, attraversando la storia di questo territorio al fianco delle persone che lo vivono.