Tra le sale del castello di Gambolò, i tesori del passato non restano celati, ma da quarant’anni sono patrimonio dei cittadini della Lomellina.
QUARANT’ANNI È un traguardo importante quello tagliato dal Museo Archeologico Lomellino di Gambolò, inaugurato il 26 ottobre 1986: l’Associazione Archeologica Lomellina, con il Comune di Gambolò e tanti altri soggetti, ha deciso di celebrare questa ricorrenza con una giornata di studi dal titolo “Archeologia in Italia settentrionale. Per i quarant’anni del Museo Archeologico Lomellino”, che si terrà nella giornata di sabato 31 ottobre in Castello Litta. «La manifestazione prevede la presentazione di una serie di studi e ricerche, divise in due macro-aree – spiegano dal Museo di Gambolò – Il mattino sarà dedicato ad interventi di ampio respiro e con uno sguardo sull’Italia settentrionale.
Interverranno docenti universitari e direttori di musei. Dopo la pausa pranzo, che anche il pubblico potrà prenotare in loco, presso la Locanda Milano, gli interventi riprenderanno nel pomeriggio.
GLI INTERVENTI Ad aprire gli interventi sarà Elena Calandra, professoressa ordinaria di Archeologia classica e metodologia della ricerca archeologica e direttrice del Museo di Archeologia dell’Università di Pavia, con una riflessione sull’archeologia dell’Italia settentrionale. Seguirà Generoso Urciuoli, direttore del Mega Museo di Aosta, con un contributo sulle nuove ricerche e interpretazioni dell’area archeologica di Saint-Martin-de-Corléans. Giorgio Baratti, docente di Metodologia della ricerca archeologica ed Etruscologia all’Università Cattolica, parlerà dei paesaggi d’acqua nella preistoria dell’Italia nord-occidentale. Rita Scuderi, docente di Epigrafia latina all’Università di Pavia, approfondirà le testimonianze epigrafiche del culto di Minerva nella XI Regio Transpadana. Matteo Cadario, dell’Università degli Studi di Udine, si occuperà invece dei ritratti romani nell’Italia settentrionale, dall’età repubblicana al tardoantico.

IL TERRITORIO La sessione pomeridiana si aprirà con le esperienze di altre realtà museali vicine: Maria Grazia Diani, della Direzione generale Cultura, Musei e Sistemi museali di Regione Lombardia; Valentina Dezza, direttrice del Museo Civico Archeologico di Casteggio e dell’Oltrepò Pavese; Stefania Bossi, direttrice del MANLo, Elena Martelli, curatrice delle collezioni del museo, e Grazia Solenne, borsista di ricerca all’Università Ca’ Foscari di Venezia. E poi il raconto del territorio: Anna Giulia Calcagno, del Museo Archeologico Lomellino, parlerà delle necropoli dell’età del Bronzo di località Case Nuove e dei primi abitanti del territorio. Silvia Paltineri, professoressa associata di Civiltà dell’Italia preromana ed Etruscologia all’Università di Padova, approfondirà la svolta del 600 a.C. in Lomellina. Sara Matilde Masseroli, della Soprintendenza, illustrerà le recenti scoperte dell’archeologia preventiva a Gropello Cairoli. Elisa Benedetto, dottorato di ricerca all’Università di Genova, si concentrerà sull’offerta di moneta nelle sepolture della Lomellina durante la romanizzazione. Marilena Gorrini, professoressa associata di Archeologia classica all’Università di Pavia, e Dario Anelli, dell’ateneo pavese, affronteranno le evidenze archeologiche ed epigrafiche di epoca romana. Caterina Giostra, docente di Archeologia cristiana e medievale all’Università Cattolica, presenterà dati preliminari e indirizzi di ricerca sugli scavi di Pavia, San Salvatore. Andrea Pugno, del Museo Archeologico Lomellino, proporrà un intervento sul “tesoro di Vigevano”, dedicato all’economia e alla circolazione della moneta nella Lomellina del Quattrocento. A chiudere il programma scientifico della giornata sarà Antonello Ruggieri, con un contributo sul pavimento cinquecentesco del Castello di Gambolò.
Alessio Facciolo

