Osservatorio 19-09 / Lo schiavo e il faraone

«Il valore della vita umana, della famiglia, e il valore della società. Se perdiamo il senso di questi valori, che cosa rimane d’importante?». La domanda se la pone papa Leone XIV nel corso di un’intervista rilasciata alla giornalista Elise Ann Allen per il libro “León XIV: ciudadano del mundo, misionero del siglo XXI”, uscito ieri in Perù, di cui sono stati pubblicati alcuni estratti dalle testate “Crux” e “El Comercio”.

pace

Si tratta della prima intervista concessa da quando è stato eletto pontefice e quindi, in attesa di altri passaggi formali e altrettanto significativi quali l’agenda dei viaggi e le nomine ai Dicasteri, di un’occasione per mettere a fuoco l’esordio del pontificato di Robert Francis Prevost, che domenica scorsa ha festeggiato 70 anni. Il Santo Padre ha riflettuto su temi generali e personali, dalla pace alle disuguaglianze, dal mestiere di papa alla preferenza per Stati Uniti o Perù fino ad arrivare ai prossimi mondiali, che si disputeranno l’estate prossima tra Usa, Messico e Canada. Anche nel descrivere l’appartenenza, Leone XIV dimostra di essere in tutto e per tutto un uomo di ponti: «Ovviamente sono americano e mi sento molto americano, ma amo anche molto il Perù, il popolo peruviano, quindi è una parte di quello che sono. Ho trascorso metà della mia vita di servizio in Perù, quindi la prospettiva latinoamericana per me è molto preziosa». Così come lo è riflettere sui valori, puntando il dito contro «il crescente divario tra i livelli di reddito tra la classe operaia e i soldi che ricevono i più ricchi». Da una parte «CEO che sessant’anni fa avrebbero forse guadagnato dalle quattro alle sei volte più degli operai, secondo gli ultimi dati che ho visto prendono 6.600 volte di più di un operaio medio», dall’altra il Papa fa riferimento alla notizia di Elon Musk che «sarà il primo trilionario al mondo», elementi che lo spingono a chiedersi:

Che cosa significa e di che cosa parliamo? Se questa è ormai l’unica cosa ad avere valore, allora siamo in un grosso guaio….

Perché è difficile affermare che una qualunque persona e qualcuno che guadagna 6600 volte di più o addirittura ha un patrimonio a 12 zeri vivano la stessa vita: preoccupazioni, desideri, sogni, esigenze, esperienze sono radicalmente differenti, anche se vivono nella medesima città non è davvero la stessa città quella in cui si trovano. C’è la stessa vicinanza che si poteva trovare nell’antico Egitto tra un faraone e un salariato (le stime oscillano tra 5000:1 e 25000:1), ma se si guarda al trilionario allora è più quella tra un faraone e uno schiavo. In questo senso si coglie il significato della domanda «se perdiamo il senso di questi valori, che cosa rimane d’importante?» che si fa Leone XIV. È il valore stesso delle vite a non essere più lo stesso ed è possibile rendersene conto tanto sui “campi di battaglia” sociali quanto su quelli propriamente detti. Non a caso, il Papa affacciandosi per la prima volta su piazza San Pietro e sulla cristianità, ha esordito dicendo «la pace sia con tutti voi», caratterizzata come «disarmata e disarmante, umile e perseverante». Nell’intervista Leone XIV ribadisce che «credo che le persone debbano in qualche modo essere risvegliate per dire che esiste un’altra via per risolvere la questione». La sede dovrebbe essere l’Onu, che tuttavia «almeno in questo momento hanno perso la loro capacità di fare incontrare le persone su questioni multilaterali». Perché a non essere più multilaterali sono anche i valori.

Giuseppe Del Signore

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