Osservatorio 6-5 / Errori di stampa

Impaginazione di un TG qualsiasi in uno di questi giorni: apertura con guerra in Ucraina, serie impensabile di femminicidi e di famiglie frantumate, a tutto questo si aggiunge la levata di scudi per il dubbio della Corte Suprema Americana in merito alla legge sull’aborto, fino a pensare che un aborto così tanto libero non è poi il segno di una società che guarda al futuro. A questa impaginazione si può dare un titolo che “lega” tutte le pagine: annientamento totale del valore della vita! Qui ci si ferma. Qui ci si può dare spazio solo al silenzio. Certamente sociologi di grido, naturalmente potranno trovare tutte le motivazioni possibili sulle famiglie annientate da menti omicide, orma incapaci di fronte a fallimenti famigliari.

Così ci si può scandalizzare per chi vuole riscrivere la legge sulla interruzione volontaria della gravidanza, le cui motivazioni sono più di carattere sociale o psicologico che morale, naturalmente. Ecco, la parola “morale” oggi non trova più spazio nelle nostre idee e nelle nostre culture. Nessun riferimento morale può essere ricordato per quanto riguarda la legge sull’aborto, così nessun riferimento per quanto riguarda l’istituto della famiglia… e poi pretendiamo che un Putin qualsiasi possa avere dei riferimenti morali per le vittime provate dalla “sua” guerra! Ormai le parole e soprattutto le idee che “governano” il divenire dell’umanità sono l’”ego”, le “proprie” idee, la libertà di costruirsi la propria vita come si vuole, l’autodeterminazione. Il riferimento a valori oggettivi e soprattutto al valore della vita e della persona (forse il termine valore è fin troppo alto, ma almeno il rispetto…) ormai non hanno più spazio nella costruzione di una antropologia e di un vivere comune capace di avere come obiettivo la vera realizzazione delle persone e delle sue aspirazioni.

Notate che non parliamo nemmeno di fede… parliamo di “umanità”, che comunque, volendo fare un “minimo” riferimento alla Bibbia, è stata voluta e “creata” da Dio, ma soprattutto “salvata” da Dio. Non addentriamoci in cose troppo difficili per la cultura di oggi, fermiamoci sugli elementi basilari per la vita di una società civile. Dovremo, allora “condividere” almeno l’idea che per una società civile, l’idea di morte, in tutti i suoi aspetti, non trova spazio. Ma tant’è, oggi la vita non è altro che una “impaginazione”, con la sua cronaca nera e le sue curiosità, ma anche con gli immancabili “errori di stampa”.

Dep

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