Cent’anni d’Araldo / La battaglia contro il duello

Per quanto possa sembrare incredibile, nel 1925 molte questioni venivano ancora regolate con il duello. Nel numero di questa settimana l’Araldo registrava, in prima pagina, che la Germania aveva inasprito le pene per chi faceva ricorso a questo strumento per “sistemare i conti” (nell’esercito era cosa abituale) ed anche per chi eventualmente lo favoriva, auspicando che

anche fra noi i legislatori e i partigiani del duello si persuadano della ridicolaggine e della barbarie di questa piaga che non accenna a finire.

A Roma, per il Giubileo, il Papa aveva incontrato i giovani: ne erano arrivati per l’occasione ben trentamila, non pochi per l’epoca. «La folla dei giovani – scrisse il cronista dell’Araldo – ci ha strappato lacrime di conforto» e guardando ai molti che, invece, erano (e sono) sordi all’invito di Cristo e della Chiesa, il nostro cronista commentava che, purtroppo «la gioventù moderna è un tristissimo e lacrimevolissimo funerale». Del problema della formazione dei giovani si erano appena occupati i partecipanti al congresso della Gioventù Femminile Cattolica che si era tenuto a Roma. Il documento finale ribadisce l’importanza degli sforzi da mettere in campo, anche nella scuola, per garantire ai più giovani un’educazione adeguatamente cattolica e, nel contempo, realizzare iniziative volte alla formazione di ragazze in grado di affiancare i più giovani nel loro cammino di incontro con la fede anche nel percorso scolastico. Per la cronaca, a Vigevano, nella cabina elettrica del Cotonificio Gianoli, durante alcuni lavori di manutenzione, si incendiò il trasformatore. Le fiamme investirono il tecnico Leopoldo Spinella, di 43 anni, che stava lavorando all’impianto e che riportò ustioni di primo e secondo grado. Giunto in ospedale in gravi condizioni, i medici però emisero una prognosi di venti giorni.

Intanto a Palazzo Municipale era scoppiata la crisi: a seguito delle dimissioni dei consiglieri era arrivato il commissario. «Che il prossimo avvenire non ci riduca a nuove situazioni incerte e labili – commentava l’Araldo – invochiamo un’amministrazione seria e di lunga durata. Vigevano ne ha proprio bisogno». Ammontavano invece a 10mila lire i danni recati dai soliti ignoti che, nottetempo, erano entrati nei locali del cinema parrocchiale di Ottobiano, cospargendoli di benzina e dandoli alle fiamme. «Tutto andò in fiamme – commentò il nostro corrispondente – Del magnifico impianto, del superbo macchinario, oramai altro non rimane che un mucchio di rovine davanti alle quali quasi intera la popolazione piange e commenta».

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