Taste of Art / La stanza di Miki

La pazienza è la virtù dei forti. A quasi 50 anni dalla sua inaspettata scoperta, il 15 novembre le Cappelle Medicee di Firenze, una delle cinque sedi dei Musei del Bargello, hanno svelato per la prima volta al pubblico la Stanza Segreta di Michelangelo. Le Cappelle, costruite come continuazione della Basilica di San Lorenzo per volere della famiglia Medici, custodiscono i resti mortali, tra gli altri, del Signore di Firenze per eccellenza: Lorenzo de’ Medici.

Cripta, Cappella dei Principi e Sagrestia Nuova. La Cripta è formata da basse volte che regalano un caloroso abbraccio di benvenuto a chi le visita, mentre la Cappella dei Principi è un’enorme e sfarzosa sala ricca di intarsi in marmo, decorata con pietre dure, madreperla, lapislazzuli e corallo, terminante in una maestosa cupola neoclassicheggiante. La Sagrestia Nuova è l’opera mai realmente ultimata da Michelangelo; fu Papa Leone X a commissionargliela perché, affranto dalla morte del fratello Giuliano, duca di Nemours, e del nipote Lorenzo, duca d’Urbino, voleva renderli immortali. Michelangelo rispose con maestria a questo appello realizzando una stanza in marmo e pietra serena, culminante in una cupola a cassettoni che rievoca il Pantheon di Roma e conservando al suo interno statue tra le più energiche da lui scolpite.

Proprio qui, tramite una piccola botola situata in una delle nicchie, si accede a uno spazio dove per alcuni mesi il grande artista trovò rifugio dagli stessi Medici, temendo ritorsioni per aver sostenuto il governo repubblicano che li aveva cacciati da Firenze. Nell’angusta stanza Michelangelo coprì le pareti di schizzi a carboncino con studi di opere che doveva terminare, che aveva solo immaginato o anche capolavori passati, come parti del David o abbozzi di alcune figure della volta della Cappella Sistina.

Ora, grazie a un’intensa opera di restauro, fino al 30 marzo 2024 sarà possibile visitarla, solo su prenotazione in piccoli gruppi, e contemplare il luogo più suggestivo ed emozionante di tutta Firenze. Lo dico con cognizione di causa: ho avuto il privilegio di osservarla durante i lavori di restauro. Sarei rimasto per ore, immobile e incantato, ad ammirare quello che ora anche il pubblico potrà vedere. Per saperne di più cercate la puntata dedicata alle Cappelle del podcast “Taste of Art”, disponibile sulle maggiori piattaforme di ascolto.

Francesco Nocito, archeologo, professore di storia dell’arte e podcaster

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