Dalla tragedia di una perdita può rinascere la speranza della vita grazie alla donazione degli organi. Ogni estate in Italia la cronaca racconta di giovani vite spezzate all’improvviso. Storie di dolore e smarrimento che lasciano famiglie e comunità senza parole. In alcuni casi però da quella tragedia può nascere un dono di vita. Basti pensare che un solo donatore di organi deceduto può salvare fino a otto vite.
SCELTA Una decisione intrapresa anche dai genitori di Matilde Valeri, quattordicenne deceduta a seguito di un’embolia polmonare, che hanno scelto di donarne gli organi della figlia. «Questo gesto salverà cinque bambini» ha detto il papà Achille. Una decisione che richiama alla memoria la storia di Nicholas Green, il bimbo americano ucciso nel 1994 in Calabria, i cui genitori trasformarono una violenza insensata in un atto di amore. Da allora lo “effetto Nicholas” ha cambiato positivamente l’Italia, favorendo una nuova consapevolezza sulla donazione. Ma oggi anche altre storie raccontano il volto concreto della speranza. Tra queste, quella di Giordano, un bimbo di cinque anni, che nel 2024 a Torino ha ricevuto un cuore nuovo dopo mesi di attesa e sofferenza.
Quando aspetti un organo per tuo figlio – ha detto la mamma Annalisa in un’intervista al Sir – non speri nella morte di un altro bambino, ma che nella disperazione germogli la forza di un dono.
DATI Secondo i dati del Centro nazionale trapianti, nel 2025 oltre 450 donatori deceduti hanno permesso più di 1.100 trapianti. Eppure la lista d’attesa resta ancora lunga. Si parla di circa 8.200 pazienti che aspettano un organo, di cui circa 6mila per un rene e oltre mille per un fegato. Oggi sono 48mila le persone che vivono grazie a un trapianto, un numero che racconta più di mille parole il valore di questo gesto. «Il nostro impegno – spiega Giuseppe Feltrin, direttore del Centro nazionale trapianti – è garantire che ogni organo donato arrivi al paziente che ne ha più bisogno e la massima compatibilità. Per questo chiediamo ai cittadini di darci fiducia e dire “sì alla donazione”». Dire sì è semplice e gratuito. Si può dichiarare la propria volontà quando si rinnova la carta d’identità, online tramite Spid, attraverso l’Aido, presso la Asl o anche con una semplice dichiarazione scritta. Post mortem si possono donare cuore, polmoni, fegato, reni, pancreas e intestino. In vita invece rene, parte del fegato, midollo osseo e sangue. Donare significa far trionfare la speranza sulla disperazione e trasformare il dolore in un futuro nuovo per chi attende.
Giovanna Pasqualin Traversa



