Si possono avere dei “fanghi” inodore controllati al 100%? Ne è convinta Acqua & Sole, che nella sola provincia di Pavia dal 2024 si è occupata di effettuare un’iniezione di digestato su una superficie di 4000 ettari, ma la sfida ora è incrementare ulteriormente il proprio ramo coinvolgendo altre realtà tra cui Novara, Asti, Alessandria. Acqua & Sole, società che si occupa dal 2007 di risorse rinnovabili, sviluppando ricerca, progettazione e gestione degli impianti intende sensibilizzare agricoltori e associazioni di categoria in merito all’uso del digestato, prodotto igienizzato e stabilizzato, quindi pressoché inodore, grazie all’attuazione di un processo di trattamento molto spinto. L’impianto di Acqua & Sole è a Vellezzo Bellini, a un passo dal casello dell’autostrada di Binasco, a cavallo tra la provincia di Pavia e l’area metropolitana di Milano.

ANTICIPARE I TEMPI Due territori che intendono muovere nuovi passi verso «un’economia circolare e sostenibile – dichiara Francesco Natta (nella foto), amministratore delegato di Acqua & Sole, durante il convegno “L’uso del digestato in agricoltura”, tenutosi lunedì 3 novembre all’agriturismo Granai Certosa – con il digestato come uno dei principali protagonisti. Il nostro obiettivo è rendere il territorio a emissioni compensate ovvero carbon free, con 25 anni di anticipo rispetto agli obiettivi mondiali del 2050. Il nostro è un progetto rispettoso dell’ambiente, frutto di una continua ricerca, che vuole sviluppare un’economia circolare con grandi vantaggi per i cittadini residenti». Non è un caso se l’agricoltura biologica sta guadagnando sempre più popolarità grazie alla crescente consapevolezza dell’importanza di pratiche agricole sostenibili e rispettose dell’ambiente. Una componente fondamentale di questo approccio agricolo è l’uso di fertilizzanti organici per promuovere la salute del suolo e la crescita delle colture.
ISTRUZIONI ALL’USO Uno di questi fertilizzanti organici di crescente importanza è il digestato. Si tratta di un sottoprodotto della digestione anaerobica, un processo biologico che converte la materia organica in biomasse, gas e liquidi attraverso la fermentazione in assenza di ossigeno. Questo processo è ampiamente utilizzato per trattare i rifiuti organici e produrre energia rinnovabile in forma di biogas. Il digestato è il prodotto residuo di questo processo di decomposizione e rappresenta una fonte preziosa di nutrienti per il suolo.
PROMUOVERE LA RICERCA Una fonte che è stata oggetto di uno studio che Acqua & Sole ha portato avanti in sinergia con la facoltà di Scienze Agrarie dell’Università degli studi di Milano: «I progetti di ricerca svolti e quelli in partenza – dichiara Federica Barone, ingegnere ambientale dell’azienda che tratta digestato – hanno consentito di conoscere e migliorare l’impianto e tutte le sue implicazioni in ambito agronomico, economico e ambientale. Abbiamo valutato l’efficienza agronomica e l’impatto ambientale nell’uso di digestato in agricoltura e constatato che l’uso di fertilizzanti organici preserva e migliora la fertilità, la tessitura e la capacità di ritenzione idrica del suolo, incrementandone al contempo la biodiversità».
UN PASSO IN AVANTI La sfida però non si ferma solo a progetti con Università e laboratori e non si ferma nemmeno al coinvolgimento di Comuni e istituzioni nell’uso del digestato. Il sogno è arrivare alla costituzione di un centro di ricerca ufficiale riconosciuto a livello europeo. Più che un sogno in realtà è un impegno, promesso da Ettore Prandini, presidente nazionale di Coldiretti: «Il digestato ottenuto negli impianti di biogas che utilizzano gli effluenti di allevamento e residui vegetali rappresenta una risposta concreta per aumentare ulteriormente la sostenibilità delle pratiche agricole, valorizzando così una risorsa naturale rispetto ai fertilizzanti di origine chimica. In un momento in cui si parla tanto di economia circolare, rivalutare i prodotti e sottoprodotti di origine organica, quale il digestato, al posto dei concimi di sintesi, darebbe un bel contributo in tal senso. Per questo dobbiamo compiere un passo in più. Partendo dalle ricerche dei dipartimenti possiamo arrivare a una piena consapevolezza a livello europeo sull’innovazione, puntando su biogas e biometano, investendo sul digestato come fertilizzante e sfruttando le potenzialità delle nuove tecnologie, con droni, sensoristica, satelliti e gestione dei dati».
Edoardo Varese


